lunedì, marzo 23, 2009
Certo... anche per colpa di Berlusconi che si è preso tutti gli spazi disponibili e rincoglionisce la gente con false promesse...
Però soprattutto perché si dimentica di dare voce a gente come Debora!
12 minuti di tempo da dedicare all'ascolto del suo intervento.
Non sono assolutamente sprecati!
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lunedì, febbraio 23, 2009

NO AL DDL APREA
Ma che razza di scuola è?
- Una scuola che si "governa" tramite un consiglio di amministrazione, diretto e gestito con poteri assolutistici dal dirigente scolastico e formato da 11 persone tra rappresentanti di docenti, genitori, studenti (nelle superiori con voto consultivo), degli enti locali, delle realtà culturali, produttive (che condizionerebbero la vita della scuola secondo i propri interessi, soprattutto se sono tra i finanziatori) e nessuna rappresentanza del personale ATA.
- Una scuola che può essere trasformata in fondazione e soggetta al condizionamento di chi la finanzia e la gestisce con la presenza nel consiglio di amministrazione, come se si trattasse di una SpA.
- Una scuola regionalizzata con il trasferimento a tali enti delle risorse umane (docenti e ATA) e dei beni e delle risorse finanziarie.
- Dove si lavorerà per chiamata diretta come in una ditta privata, senza la garanzia di un pubblico concorso nazionale, ma con un concorso di istituto.
- In cui i docenti non decidono neanche dell'offerta formativa, perché il piano elaborato dal collegio dovrà subire l'approvazione dell'onnipotente consiglio e dovrà soddisfare la richiesta prevalente delle famiglie.
- Con i docenti inquadrati per gradi come in un corpo militare e promossi al grado superiore, se lo vorrà il dirigente e il ministro delle finanze, che concederà i soldi.
- Con capi sottocapi e caporali.
- Sottoposti a periodica valutazione sull'attività svolta, documentata nel loro portfolio.
- Dove tra due insegnanti, a parità di ore lavorate ed anzianità di servizio, potranno esserci consistenti differenze di retribuzione, sulla base di un presunto merito attribuito da una commissione interna presieduta dal dirigente, con tutti i probabilissimi risvolti clientelari del caso.
- Dove il precariato sarà una condizione lavorativa permanente di tutti.
- Senza rappresentanza sindacale di istituto, le cui mansioni sarebbero svolte da più compiacenti associazioni professionali.
Quest' obbrobrio non è la scuola della Costituzione!
Eppure tutto ciò, per quanto incredibile e orribile, è contenuto in un disegno di legge presentato da Valentina Aprea, attualmente in discussione in Parlamento.
il DDL Aprea è un colpo mortale alla Scuola Pubblica e ai diritti dei lavoratori
- Destruttura il carattere pubblico dell'istruzione statale.
- Elimina la libertà d'insegnamento
- Attacca la Costituzione.
- Infrange l'unicità della funzione docente istituendo gerarchie di ruolo, giuridiche e funzionali.
- Viola le regole generali per il reclutamento dei dipendenti pubblici.
- Svilisce il contratto nazionale.
Bisogna disinnescare subito questo pericolosissimo progetto attraverso una massiccia opera di controinformazione ed una mobilitazione generale e diffusa nelle Scuole e nel Paese
Il Forum Insegnanti
FIRMA E DIFFONDI QUESTO APPELLO
domenica, febbraio 22, 2009
Il Disegno di legge del senatore Franco Orsi:
Una lista di orrori senza fine.
Dal Senato della Repubblica parte in questi giorni uno dei più gravi
attacchi alla Natura, agli animali selvatici, ai parchi, alla nostra stessa
sicurezza: un disegno di legge di totale liberalizzazione della caccia. E'
firmato dal senatore Franco Orsi.
Animali usati come zimbelli, caccia nei parchi, riduzione delle aree
protette, abbattimenti di orsi, lupi, cani e gatti vaganti e tante altre
nefandezze.
La legge 157/1992, l'unica legge che tutela direttamente la fauna selvatica
nel nostro Paese, sta per essere fatta a pezzi.
Fermiamoli!!!
Ecco la lista degli orrori.
Sparisce l'interesse della comunità nazionale e internazionale per la tutela
della fauna.
L'Italia ha un patrimonio indisponibile, che è quello degli animali
selvatici, alla cui tutela non è più interessato!
Scompare la definizione di specie superprotette.
Animali come il Lupo, l'Orso, le aquile, i fenicotteri, i cigni, le cicogne
e tanti altri, in Italia non godranno più delle particolari protezioni
previste dalla normativa comunitaria e internazionale.
Si apre la caccia lungo le rotte di migrazione.
Un fatto che arrecherà grande disturbo e incentiverà il bracconaggio, in
aree molto importanti per il delicatissimo viaggio e la sosta degli uccelli
migratori.
Totale liberalizzazione dei richiami vivi!
Sapete cosa sono i richiami vivi? Gli uccelli tenuti "prigionieri" in
piccolissime gabbie per attirarne altri. Già oggi questa pessima pratica è
consentita, seppure con limitazioni. Ma il senatore Orsi vuole
liberalizzarla totalmente
Sarà possibile detenerne e utilizzarne un numero illimitato.
Spariranno gli anelli di riconoscimento per i richiami vivi. Sarà
sufficiente un certificato. Uno per tutti!!!
Tutte le specie di uccelli, cacciabili o non cacciabili, potranno essere
usate come richiami vivi. Anche le peppole, i fringuelli, i pettirossi.
700 mila imbalsamatori
I cacciatori diventeranno automaticamente tassidermisti, senza dover
rispettare alcuna procedura. Animali uccisi e imbalsamati senza regole.
Quanti bracconieri entreranno in azione per catturare illegalmente animali
selvatici e imbalsamarli?
Mortificata la ricerca scientifica
L'Autorità scientifica di riferimento per lo Stato (l'Istituto Nazionale per
la Fauna Selvatica, oggi ISPRA) rischia di essere completamente sostituta da
istituti regionali.
Gli istituti regionali rilasceranno pareri su materie di rilevanza nazionale
e comunitaria.
Potenziale impossibilità di effettuare studi, ricerche e individuazione di
standard uniformi sul territorio nazionale.
Si apre la caccia nei parchi a specie non cacciabili.
Un'incredibile formulazione del Testo Orsi rende possibile la caccia in
deroga (cioè la caccia alle specie non cacciabili) addirittura nei Parchi e
nelle altre aree protette!
Saranno punite le regioni che proteggono oltre il 30% del territorio
regionale!
Norma offensiva! Chi protegge "troppa" natura sarà punito. Come se creare
parchi dove la gente e gli animali possano vivere e muoversi sereni, fosse
un reato!
Licenza di caccia a 16 anni.
Invece che educare i ragazzi al rispetto, ecco a voi i fucili!
Liberalizzato lo sterminio di lupi, orsi, cervi, cani e gatti vaganti
eccetera!
Un articolo incredibile, che dà a i sindaci poteri di autorizzare interventi
di abbattimenti e eradicazione degli animali, in barba alle più elementari
norme europee. Basterà che un singolo animale "dia fastidio".
Un vero e proprio Far West naturalistico.
Leggi regionali per cacciare specie non cacciabili.
Non sono bastate quattro procedure di infrazione dell'Unione europea, non
sono bastate due sentenze della Corte Costituzionale. Il senatore Orsi
regalerà a Veneto e Lombardia, ovvero agli ultrà della caccia, la
possibilità di continuare a cacciare specie non cacciabili, e di farlo con
leggi regionali. E le multe europee le pagheremo noi!
Caccia con neve e ghiaccio.
Si potrà cacciare anche in presenza di neve e ghiaccio, cioè in momenti di
grandi difficoltà per gli animali a reperire cibo, rifugio, calore.
Ritorno all'utilizzo degli uccelli come zimbelli!
Puro medioevo! Le civette legate per zampe e ali e utilizzate come esca!
Ridotta la vigilanza venatoria.
Le guardie ecologiche e zoofile non potranno più svolgere vigilanza! Nel
Paese con il tasso di bracconaggio tra i più alti d'Europa, cosa fa il
Senatore Orsi? Riduce la vigilanza!
Cancellato l'Ente Nazionale Protezione Animali dal Comitato tecnico
nazionale.
Le associazioni ambientaliste presenti nel Comitato sulla 157 saranno
ridotte da quattro a tre. L'ENPA, storica associazione animalista italiana,
viene del tutto estromessa.
E altro, tanto altro ancora.
Fermiamoli!!!
Diffondete questo documento, iscrivetevi alle liste in difesa degli animali
selvatici che stanno nascendo sui blog, su Facebook, scrivete ai
parlamentari, scrivete ai senatori della Commissione Territorio e Ambiente ,
http://www.senato.it/loc/link.
partecipate alle iniziative che saranno organizzate!
Evitiamo che l'Italia precipiti in questa forma di barbarie. La natura è la
nostra vita.
Fermiamoli!!!
CENTRO RECUPERO FAUNA SELVATICA - LIPU - ROMA
Via U. Aldrovandi,2 (ang. Via Belle Arti) 00197 Roma
tel/fax 06.3201912 orario: 9.30-17.30 continuato tutti i giorni compresi i
festivi
e-mail: crfs.roma@lipu.it sito internet: www.crfslipuroma.it
sabato, febbraio 14, 2009
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IL DIFETTO DEI NUMERI
È DI NON AVERE GIUDIZIO
Sono in arrivo le schede di valutazione e i voti saranno espressi in numeri.
La riforma che ha portato alla valutazione mediante i giudizi è stata a lungo sperimentata e studiata (5 anni), prima di essere messa in pratica, e ha delle forti motivazioni pedagogiche ed educative, mentre la decisione di riportare la valutazione in numeri non è frutto di nessuno studio pedagogico.
Non c’è neanche nessun risparmio, se non un risparmio di tempo… Ma il tempo impiegato per valutare le capacità di un bambino non è certo uno spreco.
Inoltre c’è un drammatico effetto collaterale: la famigerata media matematica!
Perché la media matematica non è una scelta giusta?
Tutti sappiamo che la valutazione deve essere formativa, ma formativa vuol dire che promuove, valorizza. È come con i nostri figli quando sono piccoli: non facciamo l'elenco di quello che non sanno fare, ma valorizziamo i passi che fanno.
La media matematica è una punizione e non serve a nulla. Se prima tuo figlio prendeva un “insufficiente”, infatti, poteva essere spronato a fare del suo meglio per trasformarlo in “sufficiente” o addirittura in “buono”, ora, se prenderà due volte un “quattro” o peggio, sarà considerato un irrecuperabile. E un irrecuperabile, si sa, perché dovrebbe impegnarsi?
Cosa può fare la scuola?
In alcune scuole il consiglio dei docenti ha deciso di adottare una scala numerica più corta, dal 5 al 9 o dal 6 al 10, per esempio. A Bologna, in una scuola elementare, ci sono stati solo dei “10”. A Roma, scattano le defezioni: «Sappiamo che è una forma di disobbedienza civile, ma noi manteniamo il giudizio», fa sapere, fra gli altri, la preside dell’Istituto comprensivo Iqbal Masih. L’Iqbal Masih, che ha anche presentato un ricorso al TAR, come puoi leggere sul retro.
Cosa puoi fare tu?
Poiché la “raccomandazione” di usare i numeri al posto dei giudizi è contenuta in una circolare ministeriale, anziché in un regolamento come prevede la legge, tu hai facoltà di non accettare tale votazione.
Puoi quindi aggiungere una clausola, accanto alla tua firma sulla scheda di valutazione: “per presa visione, ma non per accettazione, poiché non riconosco alcun valore formativo alla valutazione numerica”.
A cosa serve?
Non possiamo lasciarci sempre travolgere dagli eventi, senza muovere un dito.
Già dobbiamo accettare di vivere una pesante crisi economica, non possiamo permetterci una riforma della scuola sbagliata, che avrà effetti sul futuro dei nostri figli e dell’intero paese, visto che i bambini di oggi saranno la classe lavoratrice di domani.
La scuola elementare che conosciamo oggi è stata pensata per formare tutti i bambini, anche quelli che la vecchia scuola del “maestro unico” lasciava indietro, bollandoli come somaroni. I tempi più lunghi e rilassati, la compresenza di due maestri, la valutazione espressa in giudizi, servono proprio a portare avanti le conoscenze di tutti, per farli arrivare contemporaneamente alle stesse competenze. Servono a cominciare bene un percorso formativo, con l’augurio che li porti lontano.
Leggi sul retro cos’altro sta succedendo.
Comitato Genitori Scuola Vico
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È tempo di iscrizioni
il modello a 24 ore, infatti, (scelta che mantieni per il quinquennio) prevede, in base ai nuovi programmi, 2 ore di religione cattolica, 1 ora di inglese (che diventano 2 in seconda, 3 in terza, quarta e quinta), oltre a informatica, cittadinanza e costituzione e vari altri contenuti disciplinari ormai da anni rinnovati (educazione fisica, musicale e all’immagine). Ma tutto questo non può starci in 24 ore e non può essere affidato a un unico maestro!
La scuola elementare viene cambiata per motivi di risparmio nel più totale disordine e senza alcun confronto: orari, modelli organizzativi, didattica, docenti, contenuti, modo di valutare.
E se tuo figlio non dovesse farcela?
Nascondono i danni e non dicono la verità!
La scuola romana Iqbal Masih, insieme al CIDI e al CGD ha presentato ricorso al Tar del Lazio, contro il Piano Programmatico della Gelmini.
Il Piano programmatico, infatti, è solo un atto amministrativo, con scarsa valenza di legge e in alcuni punti viola addirittura la legge 133/08, da cui trae iniziativa. In pratica il Piano non corrisponde alla legge e i regolamenti non corrispondono al Piano!
Inoltre tu puoi non accettare la scheda di valutazione espressa in numeri, così come spiegato sul retro.
In rete puoi informarti o partecipare su http://www.retescuole.net o sul sito del CIDI (Centro Iniziativa Democratica Insegnanti) http://www.cidi.it/index.php o ancora presso il CGD http://www.genitoridemocratici.it/
Nel quartiere è molto attivo il Coordinamento Roma Nord, formato da genitori e insegnanti che si riunisce periodicamente presso il liceo Mariani, in viale delle Milizie.
martedì, febbraio 10, 2009
CRISTIANESIMO OBBLIGATORIO A SCUOLA
UNA PREOCCUPANTE RISOLUZIONE DELLA CAMERA
La VII Commissione permanente della Camera dei Deputati giovedì 22 gennaio 2009 ha approvato una risoluzione proposta dall'on. Garagnani (7-00076) sul tema Salvaguardia della tradizione culturale e spirituale legata al Cristianesimo nelle politiche scolastiche, la cui discussione era stata avviata il 4 dicembre 2008 e rispetto alla quale era stata presentata a suo tempo dal sottosegretario on. Pizza una apposita Relazione governativa.
Di seguito la Risoluzione approvata nella versione definitiva (8-00027) e la Relazione governativa del 4 dicembre.
RISOLUZIONE APPROVATA
La VII Commissione, premesso che:
mai come in questi ultimi tempi l’opinione pubblica italiana si interroga sul futuro in riferimento alla propria identità culturale; la migrazione extra-comunitaria, l’allargamento dell’Unione europea ai Paesi dell’est Europa ed il progressivo dilatarsi di un certo fondamentalismo islamico chiamano in causa l’Occidente, la sua storia e il suo futuro, strettamente legati alla tradizione cristiana, che ne definisce l’essenza e ne è elemento costitutivo; in questo contesto, non può non destare preoccupazione quella sorta di relativismo culturale e di nichilismo etico che, in nome di una presunta tolleranza e rispetto di tradizioni diverse dalle nostre, non sostiene i presupposti della nostra civiltà, e rischia di omologare tutte le culture in un amalgama indistinto in cui la nostra storia, italiana ed europea, perde di valore. La scuola è terreno privilegiato in cui sperimentare un approccio culturale ai temi dell’integrazione in nome di ideali di accoglienza e solidarietà, che, per essere davvero tali devono fondarsi sul ricordo del proprio passato e devono essere ancorate alle proprie radici culturali e spirituali; il fallimento del modello di integrazione delle democrazie nord-europee e l’esperienza di Paesi come l’Olanda, la Danimarca e, in modo diverso la Francia e la Germania, pone per il nostro Paese il problema di una legislazione scolastica che, nell’affrontare, in modo graduale e rispettoso dei diritti della persona, il problema dell’integrazione dei cittadini comunitari ed extracomunitari, sappia difendere la tradizione culturale italiana, ed europea, quale si è manifestata nel corso dei secoli, e proporla, evitando denigrazioni o dimenticanze, agli studenti di ogni provenienza culturale; al riguardo è bene ricordare che l’insegnamento della religione cattolica, basato su un’adesione volontaria dello studente, risponde a un’esigenza religiosa importante ed essenziale, ma distinta da quella eminentemente culturale e laica che sarebbe opportuno introdurre nella legislazione scolastica e proporre a tutti, impegna il Governo a far sì che nell’ambito dell’autonomia scolastica, e fatta salva la libertà di insegnamento dei docenti, sia reso esplicitamente obbligatorio nelle indicazioni nazionali il preciso riferimento alla nostra tradizione culturale e spirituale che si riconnette esplicitamente al Cristianesimo.
(8-00027) «Garagnani, Granata, Goisis, Mazzuca, Palmieri, Centemero».
RELAZIONE PRESENTATA DAL GOVERNO
Ricordo che l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole di ogni ordine e grado è regolamentato da norme pattizie che rappresentano la sintesi finale di posizioni ed interessi rappresentati dall’autorità scolastica italiana e dalla Conferenza Episcopale.
La legge n. 121 del 1985 di ratifica ed esecuzione dell’accordo con protocollo addizionale, firmato a Roma il 18 febbraio 1984, che apporta modifiche al Concordato lateranense dell’11 febbraio 1929, tra la Repubblica italiana e la Santa Sede, che già prevedeva un esplicito riferimento alla tradizione culturale del Cattolicesimo, all’articolo 9, comma 2, precisa che «La Repubblica italiana, riconoscendo il valore della cultura religiosa e tenendo conto che i principi del cattolicesimo fanno parte del patrimonio storico del popolo italiano, continuerà ad assicurare, nel quadro delle finalità della scuola, l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche non universitarie di ogni ordine e grado.
Nel rispetto della libertà di coscienza e della responsabilità educativa dei genitori, è garantito a ciascuno il diritto di scegliere se avvalersi o non avvalersi di detto insegnamento».
Peraltro la nascita della religione cristiana, le sue peculiarità e il suo sviluppo così come le vicende dei rapporti tra Stato e Chiesa, con particolare riferimento all’Italia, già sono oggetto di studio nell’insegnamento della storia sin dalla scuola primaria e rappresentano, trasversalmente, l’asse portante di altri insegnamenti.
Faccio riferimento, in particolare, allo studio della letteratura italiana, molti testi della quale (e basti citare la Commedia dantesca) risulterebbero incomprensibili senza gli opportuni riferimenti alla dottrina cattolica e al dibattito teologico, o alla storia dell’arte, per secoli legata inscindibilmente all’iconografia cristiana.
Proprio per questo motivo le indicazioni nazionali relativamente al primo ciclo di istruzione fanno esplicito riferimento al Cristianesimo e stessa cura verrà posta nelle indicazioni nazionali relative al secondo ciclo di Istruzione, proprio al fine di rispondere ad una ineludibile esigenza
culturale degli studenti.




