mercoledì, marzo 31, 2004
Ottime notizie!

Oggi la mia mamma ha fatto
l'ultima seduta di chemioterapia.
Ricordatevi che la mammografia
salva la vita!
L’angolo di GEOMANGIO e 7
un vero capolavoro...
un piatto completo,
speciale per i giorni di festa o per un invito,
ne sono particolarmente orgogliosa,
una delle migliori ricette che abbia inventato
in poche parole: una l i b i d i n e ! ! !
CANALINI INNAMORATI
DEL MARE
per 6 persone:
½ kg di canalini (pasta lunga tipo bucatini, ma aperti)
2 kg di cozze fresche
1 kg di calamari (sceglieteli di grandezza regolare, con la sacca lunga 12/15 cm)
1 dozzina di pomodorini pachino
1 limone
pangrattato
1 uovo
prezzemolo, peperoncino, aglio, olio, sale, vino bianco.
Media difficoltà
Preparazione:
In un largo tegame mettete i pomodorini, privati della calotta superiore e a testa in giù, aggiungete una tazzina d’acqua e mettete sul fuoco “allegro”, coperti, per 5 minuti. Spegnete. Dopo altri 5 minuti scoperchiate. A questo punto pizzicate leggermente i pomodorini e la buccia verrà via in un soffio (preparazione valida per ogni ricetta). Aggiungete nel tegame uno spicchio d’aglio schiacciato, un pezzetto di peperoncino, un po’ d’olio extravergine d’oliva e soffriggete brevemente. A parte fate aprire le cozze, ben sciacquate, in un tegame coperto con un goccio di vino bianco. Lasciate freddare, estraete la maggior parte delle cozze dalle valve, tenete da parte il liquido, ben filtrato, e mettete le cozze nel tegame dei pomodorini.
Pulite i calamari e vuotateli lasciando intere le sacche. Raccogliete i tentacoli, tagliuzzateli grossolanamente e passateli al mixer con un bicchierino del liquido delle cozze, un uovo, due-tre cucchiai di pangrattato, la scorza grattugiata del limone, abbondante prezzemolo, uno spicchio d’aglio. Aggiustate di sale e farcite col composto le sacche dei calamari. Non riempitele troppo , altrimenti esploderanno in cottura, chiudetele con uno stecchino e cuocetele a fuoco medio in una padella con olio, aglio e peperoncino, bagnandole con vino bianco all’occorrenza, aggiungete un pizzico di sale.
Cuocete la pasta al dente in abbondante acqua salata, scolatela e saltatela nel tegame con le cozze e i pomodorini (togliete l’aglio), aggiungete del prezzemolo tritato e, se tende ad asciugarsi, un po’ del liquido delle cozze.
Mettetela nei piatti e guarnitela con i calamari ripieni a fettine larghe un dito.
L’angolo di GEOMANGIO e 6
Una cosina piccola piccola:

MMMMhhh che buoni!
Involtini di speck
ripieni di insalatina tenera in foglie,
arrotolati e fermati da uno stecchino,
rosolati in padella con cipolla tritata
e sfumati con marsala!
Mio marito se l'è divorati!!!
martedì, marzo 30, 2004
__senzatema__
OGGETTO INUTILE

Dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fiori
Purtroppo non è vero che dai diamanti non nasce niente. Dai diamanti nascono e prosperano e continuano le guerre in Africa e si commerciano le armi per accaparrare zone e pagare soldati ( mercenari ) per proteggere il commercio degli stessi. ![]()
lunedì, marzo 29, 2004
L’angolo di GEOMANGIO e 5
Idee per una panata...
Tutti conosciamo le fettine panate (cotolette alla milanese, per qualcuno) il fritto di paranza, le pepite di pollo, i bastoncini di merluzzo... anche il formaggio si può fare fritto panato... Insomma, qui a Roma si dice che "il fritto è bbono pure in testa a un tignoso". Quindi non mancano di certo le idee su "cosa" panare... Ma... "con cosa" panate???
Nella cucina Cajun (sud degli Stati Uniti, Luoisiana e limitrofe, una cucina speciale, mix fra Francia, Africa e Tex mex) le panature sono parecchie: al pane grattuggiato si uniscono diverse spezie in polvere, paprika, cumino, semi di sesamo... Io ho tante altre idee:
- polenta o semolino...
- farina di ceci (provate sulle melanzane... mhhh)
- semi di papavero
- granella di nocciole
- formagggio grattugiato
- patatine crik e crok, palline di mais al formaggio o al gusto pizza o tutte le altre schifezze di cui, in casa, conservate gli avanzi, passate al mixer...
- tutte le erbe secche che vi vengono in mente (prezzemolo, aglio, basilico, rosmarino, finocchio, salvia...)
- curry
- zafferano...
Insomma: spaziate! Ma non mescolate insieme troppi ingredienti!
Pillole3

Il Gallo, le oche e la Dea
cui dobbiamo le monete.
Il Gallo era Brenno e stava saccheggiando Roma, l'ultima resistenza era arroccata sul Campidoglio e, seppur stremati e affamati, i Romani non si erano ancora decisi ad arrostire le oche, sacre alla Dea Giunone, che nuotavano tranquille nella fontana...
Una vera fortuna, visto che furono proprio loro a dare l'allarme quando i primi Galli vennero fuori dal segreto passaggio sotterraneo che univa il Campidoglio al Tempio di Carmenta, nella zona ormai ampliamente saccheggiata...
Il resto è storia.
Meno conosciuto è, invece, il ringraziamento dei romani a Giunone: alla Dea venne conferito l'appellativo di "Moneta" (colei che avverte, da moneo) e alle oche fu garantita una vita tranquilla in un recinto sacro.
Più tardi nel Tempio di Giunone Moneta venne istituita la zecca di stato e, quindi, il termine moneta finì per indicare il denaro lì prodotto.
Money in inglese, monnaie in francese... e chi più ne sa, più ne metta...
__senzatema__
Le elezioni amministrative francesi del 2004
All'ovest
Qualcosa di nuovo!

Non c'è due senza tre?
domenica, marzo 28, 2004
L’angolo di GEOMANGIO e 4
AVETE MAI FRITTO L'INSALATA???
Io lo faccio spesso!
Secondo come mi gira preparo in padella un soffritto aglio-olio-peperoncino oppure olio-porro-cipolla, poi ci butto l'insalata lavata e asciugata, dopo pochi istanti aggiungo il sale, che farà appassire in breve l'insalata.
Cista bene pure un po' di pasta d'acciughe oppure un goccio di salsa di soja.
Il grado di cottura dipende dai gusti: appena appassita o ben cotta.
Provatela!
__senzatema__

Guardate l'ultima cena di Leonardo da Vinci... la figura alla sinistra di Gesù (da sempre indicata come l'apostolo Giovanni... il preferito!)... ma... a voi non sembra una donna?
Pare che lo stesso Leonardo abbia voluto raffigurare qui la "moglie di Gesù", cioè Maria Maddalena.

Blasfemo? No. Molti vangeli apocrifi asserivano che Gesù fosse sposato (apocrifi=non riconosciuti dalla chiesa, ma non per questo bugiardi).
Ancora di più su "Il codice Da Vinci" .
sabato, marzo 27, 2004
Pillole2

I sette re di roma erano 8!
Romolo, sempre lui, il semidio, il primo re di Roma… ha diviso parte della sua reggenza con Tito Tazio (per la serie "se non lo puoi battere fattelo amico!") re di Curi, e, inizialmente suo nemico giurato. Tito Tazio si trasferì a Roma coi suoi sul colle che da loro prese il nome: Quirinale. La fusione fu totale, infatti da allora i romani si chiamarono anche Quiriti.
Finì malissimo: ucciso in un imboscata dalle genti di Lavinio.
Etimologia:
Per i romani le sette stelle dell'orsa maggiore erano sette tori, in latino Septem Triones. Poiché indicavano il nord diedero il nome al SETTENTRIONE. Mi chiedo quale sia l'etimologia di Meridione.
__senzatema__

QUANTO T'HO AMATO
Roberto Benigni
Se tu mi avessi chiesto: "Come stai?"
se tu mi avessi chiesto mi hai pensato
t'avrei risposto "bene, certo sai"
ti parlo però senza fiato
mi perdo nel tuo sguardo colossale,
la stella polare sei tu
mi sfiori e ridi "no, cosi non vale"
non parlo e se non parlo poi sto male
Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
e non lo sai perchè non te l'ho detto mai
anche se resto in silenzio,
tu lo capisci da te
Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
non l'ho mai detto e non te lo dirò mai
nell'amor le parole non contano
conta... la musica.
Se tu mi avessi chiesto: "Che si fa?"
se tu mi avessi chiesto dove andiamo
t'avrei risposto "dove il vento va"
le nuvole fanno un ricamo
mi piove sulla testa un temporale
il cielo nascosto sei tu
ma poi svanisce in mezzo alle parole
per questo io non parlo e poi sto male
Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
e non lo sai perchè non te l'ho detto mai
anche se resto in silenzio,
tu lo capisci da te
Quanto t'ho amato e quanto t'amo non lo sai
non l'ho mai detto e non te lo dirò mai
nell'amor le parole non contano
conta... la musica.
arricchiamo la galleria...
questo l'ho fatto tantissimi anni fa (correva l'anno 1987), tecnica mista (pantone+pastelli) me l'ha ridato recentemente mia madre, l'ho appeso in soggiorno, i miei bambini ne avevano paura... ora lo sopportano, dicono che sia "mamma da piccola" forse è vero...![]()

spero che le foto stavolta restino...
il mio quadro n. 2
olio su tela
scaturisce direttamente da un bellissimo sogno:
è un volo d'uccelli sul mare
visto da un uccello!

io col pupo
e...
il mio primo quadro: olio su cartone telato.

Sabato
Se chiedi a un romano qualsiasi "Sabato?" ti risponderà "Trippa!"... come gnocchi a giovedì, pasta e ceci al mercoledì... etc.
Invece io stasera mangerò Pizza! Usanze moderne...
L’angolo di GEOMANGIO e 3
Ho scoperto il pane arabo da fare in casa... un ottimo antipasto o spuntino, veramente facile!
Si impastano acqua farina e sale, regolando le dosi fino a formare una pasta soda ed elastica.
Poi si stende su di un piano -SENZA AGGIUNGERE FARINA!- ma ungendo con olio di oliva sia il piano che il mattarello, fino a formare dei cerchi del diametro della vostra padella antiaderente, attenzione prepararne in numero pari.
A parte si prepara il ripieno... il formaggio è d'obbligo (va bene qualsiasi tipo, io consiglio un semistagionato saporito di capra o pecora a dadini) poi si possono aggiungere: pezzettini di prosciutto, pomodorini pachino in quarti, funghi trifolati, cipolla o porro saltati in padella....
Si mette sul fornello la padella antiaderente e si lascia arroventare (gli arabi usano la pietra...) ci si posiziona un disco di pasta e velocemente un po del ripieno prescelto, si copre con un altro disco e dopo due-tre minuti si può sollevarne un lembo di rettamente con le dita, se risulta già cotto, con i tipici segni piccoli e tondi di "abbrustolitura", si volta direttamente con le mani (non è difficile e non scotta tanto) e si lascia cuocere dall'altra parte per lo stesso tempo. Il formaggio, sciogliendosi, lo tiene insieme. Poi si scodella su un piatto e si serve immediatamente, magari tagliandolo a spicchi con le forbici. GNAM!
venerdì, marzo 26, 2004
"Qualsiasi via è solo una via,
e non c'è nessun affronto,
a se stessi o agli altri nell'abbandonarla,
se questo è ció che il tuo cuore ti dice di fare...
Esamina ogni via con accuratezza e con ponderazione.
Provala tutte le volte che lo ritieni necessario.
Quindi poni a te stesso, a te stesso solamente una domanda.
Questa via ha un cuore?
Se lo ha, è una via buona.
Se non lo ha non serve a niente."
Carlos Castaneda
Lunedì
Martedì
Mercoledì
Giovedì
Venerdì
Sabato
Domenica
Si, questa cosa dei colori da dare ai giorni mi piace proprio, anche se l’idea parte senz’altro da Rimbaud… chi può dimenticare:
Voyelles/Vocali
A noir, E blanc, I rouge, U vert, O bleu; voyelles,
Je dirai quelque jour vos naissances latentes:
A, noir corset velu des mouches éclatantes
Qui bombinent autour des puanteurs cruelles,
A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu: vocali,
Io dirò un giorno le vostre origini segrete:
A, nero corsetto villoso delle mosche lucenti
Che ronzano intorno a fetori crudeli,
Golfes d'ombre; E, candeurs des vapeurs et des tentes,
Lances des glaciers fiers, rois blancs, frissons d'ombelles;
I, pourpres, sang craché, rire des lèvres belles
Dans la colère ou les ivresses pénitentes;
Golfi d'ombra; E, candori di vapori e di tende,
Lance di fieri ghiacciai, re bianchi, brividi di umbelle;
I, porpore, sangue sputato, riso di belle labbra
Nella collera o nelle ebbrezza penitenti;
U, cycles, vibrements divins des mers virides,
Paix des pâtis semés d'animaux, paix des rides
Que l'alchimie imprime aux grands fronts studieux;
U, cicli, vibrazioni divine di mari verdi,
Pace dei pascoli seminati di animali, pace delle rughe
Che l'alchimia scava nelle ampie fronti studiose.
O, supreme Clairion plein des strideurs étranges,
Silences traversés des Mondes et des Anges;
- O l'Oméga, rayon violet de Ses Yeux!
O, Tuba suprema piena di stridori strani,
Silenzi attraversati dai Mondi e dagli Angeli:
- O l'Omega, raggio violetto dei Suoi Occhi!
Pillole1

Romolo, il semidio, il primo re di Roma… aveva una moglie! Si chiamava Ersilia, rapita per errore (non era una vergine) insieme alle altre sabine, divenne la sua sposa!
Etimologia:
- la parola porcellana, resa celebre dai tentativi occidentali di imitare la finezza delle creazioni cinesi, deve la sua origine al paragone con la la delicatezza di una vulva di scrofa;
- la provenienza della parola cornuto, cui corrispondeva in Cina il termine 'tartaruga', ha una storia ancora più strana: quando non esistevano ancora le materie plastiche, infatti, corno e tartaruga erano i materiali piu' ricercati per gli strumenti di masturbazione femminile, anche perche' meglio si sposavano con tiepidi unguenti miranti a ricreare la soffice rigidezza dell'originale. Nel Celeste Impero come in riva al Mediterraneo, dunque, l'insulto collegato agli utensili fallici di questo tipo non indicava tanto un tradimento della moglie quanto l'incapacita' di soddisfarla a dovere.
ogni tanto lascia spazio alla pioggia...
Ma il cielo è un po' incredulo,
pare che guardi stupito
le pozzanghere che ha creato
e si affretti a far uscire il sole,
per asciugarle pentito.
E' marzo su Roma!
È Venerdì!
Non so perché ma per me il venerdì è sempre stato verde. Il martedì giallo, il mercoledì fuxia… Chissà se fa parte di una mia classificazione mentale o, invece, viene dalle pagine della guida TV che entrava in casa mia da piccolina…
Comunque… Venerdì: pesce!
L’angolo di GEOMANGIO e 2



Orata Fabiana

Prendi un’orata (o due se ti va) tagliala a metà come un panino, buttala in una padella dove avrai fatto soffriggere uno spicchio d’aglio incamiciato e schiacciato, alcuni pomodorini rossi a pezzettini, e olive nere snocciolate in quantità… fai andare 5 minuti a fuoco vivo, poi aggiungi sale e vino bianco, abbassa la fiamma e copri.
Dopo 10 minuti aggiungi una manciatina di gamberoni, un goccio di porto o marsala, sale, solo sui gamberi, e ricopri. 5/6 minuti e porti in tavola! Mmmh!
dal 23 marzo al 4 aprile
al Teatro Ambra Jovinelli di Roma
NERI MARCORÈ
UGO DIGHERO
in
L'APPARENZA INGANNA
Le Placard
di Francis Veber
traduzione e adattamento teatrale Edoardo Erba
con Corinna Lo Castro, Andrea Cagliesi, Joseph Scarlata, Iris Cinardi
e con la partecipazione di Mauro Marino
scene di Cinzia Lo Fazio
costumi di Agata Cannizzaro
musiche di Lino Patruno
regia di Nora Venturini
ok...
qui le foto sono labili...
un po' di pazienza: ho già capito come risolvere... (forse)
giovedì, marzo 25, 2004

PAR CONDICIO:
l'amore mio un poco più grande...

Non ci sono parole...
i miei piccoli grandi amooori


il mio occhio vigila...
attenti!
La riflessione di Garcia Lorca
"A questo mondo io sono e sarò sempre dalla parte dei poveri. Sarò sempre dalla parte di coloro che non hanno nulla e ai quali si nega perfino la tranquillità del nulla. Noi - e mi riferisco agli uomini di estrazione intellettuale ed educati nell'ambiente delle cosiddette classi benestanti - siamo chiamati al sacrificio. Accettiamolo. Nel mondo non lottano più forze umane, ma telluriche. Se mi pongono su una bilancia il risultato di questa lotta, in un piatto il tuo dolore e il tuo sacrificio, e in un altro la giustizia per tutti, pur con l'angoscia di un futuro che si pronostica, ma non si conosce, io su quest'ultimo piatto batto il pugno con tutta la mia forza".
Federico Garcia Lorca
L’angolo di GEOMANGIO e 1
un invito tutto giapponese,
facile facile.
- sushi
- zuppa di miso
- yakitori (spiedini di pollo)
- spinaci alla soya
- lessare 2 tazze di riso del tipo piccolo (roma) in due tazze d'acqua salata (prima avrete lavato bene il riso) a fuoco basso fino ad esaurimento dell'acqua di cottura. Condire con 2 cucchiai di aceto di riso e 1 di sakè, far raffreddare. Preparare quindi delle polpettine ovali grandi come un pugno, pressandole con le mani. Tagliare a rombi, grandi quanto le polpettine, del salmone o altro pesce affumicato e metteteli in un piatto per 5 minuti con 3-4 cucchiai di salsa di soya. Infine posizionare i rombi sulle polpettine, pressando bene. Servire accompagnati da una ciotolina con poca salsa di soya, nella quale potranno essere intinti prima di gustarli.
- portare a bollore 1 litro di brodo vegetale con alcune foglie di spinaci, aggiungere 4/5 cucchiaiate di miso (pasta di soya fermentata) e un po' di tofu (formaggio di soya) a cubetti. Bollire ancora solo un minuto e servire in ciotole individuali cospargendo la superficie di prezzemolo e cipollotto tritati.
- preparare degli spiedini alternando pezzetti di coscia di pollo (è la carne + indicata) con tocchetti di cipollotto fresco (tagliati in diagonale alla maniera giapponese). Far bollire per pochi istanti 1/2 tazza di salsa di soya con 3/4 cucchiai di mirin (aceto di riso dolce, in alternativa aceto di riso + vino dolce liquoroso o zucchero, ma non è la stessa cosa) 2 cucchiai di sakè. Far marinare gli spiedini nella salsa per almeno 30 minuti, poi adagiarli nella teglia del forno e farli cuocere sotto il grill, girandoli spesso e irrorandoli con la salsa. Aggiustare di sale.
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