venerdì, dicembre 31, 2004
Benche' ci sia poco da festeggiare
Un anno nuovo sta comunque arrivando
Ora speriamo che il prossimo sia migliore
Nonostante guerre, fame e sete continuino
A noi spetta cambiare le cose
Non ci rifugiamo nell'indifferenza
Non indugiamo nel tendere la mano
Occorre lavorare oggi, per un domani migliore!
AUGURI A TUTTI!
Ieri mattina quando parlavo di evitare di spendere soldi in botti e di darli, piuttosto, per gli aiuti al sud est asiatico, intendevo i botti casalinghi...
Quelli che i vicini ti sparano dentro al cortile fin dal mattino, che trascinano tutti in gare assurde a chi ce l'ha piu' grosso, quelli che spaventano cani e bambini e che immancabilmente portano lavoro agli ospedali, per l'uso incauto che se ne fa.
Il fatto che l'iniziativa abbia coinvolto anche gli spettacoli pirotecnici offerti dai comuni un po' mi dispiace...
Mi dispiace per i bambini, che magari aspettavano l'evento e non possono capire perche' non avverra', ma soprattutto mi dispiace perche' non si puo' affossare completamente una categoria.
C'e' gente seria che lavora nel settore, senza cadere nelle maglie del mercato clandestino, c'e' gente che si guadagna lo stipendio con la produzione e l'esecuzione degli spettacolari fuochi d'artificio.
E adesso si trovera' senza lavoro e pure additata dagli altri come colpevole di fare un mestiere futile e poco rispettoso del lutto.
Quegli stessi "altri" che, ci scommetto, non si faranno mancare il caviale, il salone, magari l'aragosta e pure lo spumante di marca, forse gustati dalla terrazza del grande Hotel gia' prenotato, nella stazione sciistica di grido.
Allora perche' i botti si e lo champagne no?
Tuti possiamo fare a meno dei botti, esclusi quelli che ci lavorano.
Stiamo attenti ad additare.
Che di mestieri futili ce ne starebbero tanti altri...
Piuttosto: io vorrei donare il mio 8 per mille.
Si puo'?
Non si dovrebbe nemmeno ristampare i moduli: basterebbe dire che chi NON firma per nessuno, vedra' il suo 8 per mille andare in aiuto alle popolazioni colpite dal maremoto.
Si sbrigano tanto a fare certe leggi (e' notizia di oggi che alcuni deputati vogliono proporre una legge che consenta a Berlusconi - e a chi viene dopo di lui - di poter continuare a fare il presidente di una squadra di calcio, oltre che del consiglio dei ministri), non si potrebbero sbrigare anche a fare una legge cosi'?
giovedì, dicembre 30, 2004

Le stime dicono che per salutare il 2004 gli italiani spareranno oltre 55 milioni di botti.
Ecco. Se immaginiamo che costino un euro ciascuno - e la stima e' sicuramente in difetto - sarebbero 55 milioni di euro in fumo.
55 milioni di euro che potrebbero essere spesi meglio, per esempio per portare aiuto alle popolazioni colpite dal maremoto.
Ognuno di noi puo' decidere di investire diversamente quei soldi. Pensiamoci.
Le iniziative sono molte, basta un giretto in rete...
IFRC - Croce Rossa Internazionale
MSF - Medici Senza Frontiere
act!onaid international
Aid India
AVSI - Associazione Volontari per il Servizio Internazionale
Caritas Italiana
Cesvi
CIAI - Centro Italiano Aiuti all’Infanzia
EMERGENCY
Intersos
INTERVITA
Mani Tese
Sarvodaya Shramadana Movement of Sri Lanka
Save the Children
SCI - Servizio Civile Internazionale
Solidarietà Sri Lanka
VIS - Volontariato Internazionale per lo Sviluppo
UNHCR
UNICEF Italia
mercoledì, dicembre 29, 2004

Vips tutti salvi.
E il clima di lutto per i 100 dispersi italiani fa saltare l'agenda di governo...
Come il lutto per i 100 italiani dispersi?
E degli altri 99.900 ce ne freghiamo?
Ah, gia'... extracomunitari... ![]()
Oggi i miei sono in montagna! Per la prima volta Darietto verrà lanciato sugli sci! ![]()
Telefona il marito: - Tutto bene, stiamo arrivando in cima... ah, senti... ti ricordi quella mia ex collega col bimbo piccolo? Beh: l'ho invitata a cena con marito e pupo per il 31! -
![]()
Proprio ora che ho finito di postare su geomangio il menu di SanSilvestro, che però io ho già cucinato alla vigilia...
E mo'? Che faccio? E poi io lavoro il 31!!!! ![]()
PS: se volete leggerlo fate click QUI
martedì, dicembre 28, 2004
Perché no?
Cronaca di una domenica pomeriggio piovosa, con prospettiva di un lunedì di ferie altrettanto piovoso:
fa - Piove in tutto il centro Italia, Uffa!
ing. - Allora andiamo in montagna, lì almeno nevica...
fa - Si, certo... con due ragazzini, trovarsi in una tormenta di neve è l'ideale!
ing. - sgrunt!
fa - almeno fossimo a Genova... passeremmo l'intera giornata all'acquario...
Genova?!?![]()
Genova!!! ![]()

Alle 14.45 accendo il PC, info sul meteo e sugli alberghi, prenotazione online dei biglietti del treno... valigia preparata in fretta e furia, lavatrice piena da stendere lasciata a metà, piatti da lavare, bambini vestiti alla bell'e meglio...
E-hop!
Alle 17.00 eravamo sul treno, alle 22.30 ci attendeva un albergo a 4 stelle, direttamente nel piazzale della Stazione di Genova, ad un prezzo ragionevolissimo che comprendeva pure 2 biglietti per l'Acquario! E ieri, dopo la splendida colazione in hotel, a Genova c'era pure un bel sole!!! ![]()
P.S. - La cosa che mi è piaciuta di più è stata la totale spensieratezza con cui abbiamo deciso e organizzato la folle partenza. I bambini erano increduli! ![]()
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P.S.2 - In 30 ore di vacanza, 11 sono state di treno, 9 di sonno, 5 di acquario, un paio fra hotel e locali pubblici... Per noi fumatori è stata veramente dura!!! ![]()
Al ritorno il treno ha dovuto scaricare un passeggero colto da malore, siamo rimasti fermi un quarto d'ora alla stazione di Viareggio. Pioveva. Come tante lumachine sono usciti fuori tutti i passeggeri fumatori... alcuni ne fumavano due per volta, diversi ringraziavano commossi, incuranti della pioggia, altri si mettevano d'accordo per simulare un altro malore alla stazione successiva... ![]()
giovedì, dicembre 23, 2004
E' difficile riprendere a scrivere dopo il post precedente. Mi son buttata in cucina ed ho aggiornato geomangio.
Cosi':

Buon appetito!
E... Natale che faticaaaaaaaa...
martedì, dicembre 21, 2004
Mezzo milione di donne violentate in Italia… (fonte)

E' notizia di qualche giorno fa. Pare sia un’indagine Istat, effettuata con interviste telefoniche… “Circa mezzo milione di donne dai 14 ai 59 anni nel corso della loro vita hanno subito almeno una violenza tentata o consumata. Si tratta del 2,9% del totale delle donne di 14-59 anni.”
Quindi si presume che i dati siano sottostimati.
Qualcuno potrebbe anche scherzarci su o disinteressarsene. E’ già… Che ti frega?
Ti riguarda?
Beh: si. Ogni volta che percorro un tratto di strada buia da sola. Ogni volta che mi trovo in qualche situazione dubbia. Ogni volta che salgo su un autobus. Ogni volta che guardo mia figlia.
Qualcuno ha detto: lo stupro è quel ricatto
con cui un pugno di uomini
tiene in pugno tutte le donne…
Sembrerebbe un'esagerazione tipicamente femminile!
Già...
La prima volta avevo 12 anni. Non so dove stessi andando: ero su un autobus, nel traffico del lungotevere romano. Ricordo bene la mia gonna scozzese: era l’unica cosa che guardavo, occhi bassi, batticuore, paralizzata dalla paura e dalla vergogna, mentre quel porco metteva le mani sulle mie mutandine. Credo di non averlo mai detto a mia madre… Troppa paura e un grosso senso di colpa, come se dipendesse da me.
Ci sono cresciuta. I palpeggiatori da autobus ormai li riconoscevo tutti appena salivano. E li schivavo, facendomi strada fra la folla. Ma qualcun’altra restava sotto le loro grinfie.
A quindici anni, mentre andavo al mare, un altro porco mi disse “sul letto ti farei morire”: forse è stato il più gentile. Tanti altri mi hanno apostrofato in tutti i modi, anche più scurrili e a prescindere dal mio atteggiamento o abbigliamento. Ma è roba normale… cose di tutti i giorni… Si alzano le spalle e si prosegue… Succede a tutte.
A sedici anni aspettavo l’autobus vicino al Circo Massimo, zona buia e poco frequentata. Saranno state le otto di sera. Un tale voleva a tutti i costi darmi un passaggio. C’è stata la partita, diceva… (si: a 10 chilometri da qui) c’è traffico… l’accompagno io signorina. E quel maledetto autobus non arrivava mai! Scese dalla macchina e mi prese per un braccio.
E l’autobus sbuffando mi salvò.
A diciotto anni tornavo da scuola, sull’autobus stracolmo mi ero seduta sulla ruota, fra le sbarre che reggono la macchinetta timbratrice, saranno state le due del pomeriggio. Un tale, con l’impermeabile, parandosi da un lato col giornale, aprì la patta dei suoi pantaloni e se lo tirò fuori a 20 centimetri dalla mia faccia.
Ma ormai io ero scafata. Spero non abbia dimenticato la mia grassa risata…
E si va avanti. Non ci si stupisce più. Non ci si scandalizza. E’ normale prassi. Tutte le donne lo sanno. E gli uomini?
La legge contro la violenza è troppo giovane. Fino a pochi anni fa era considerato unicamente un reato contro la morale, e non contro la persona. Eppure tante sono perfino morte così. Oppure hanno dovuto subire l’umiliazione di processi in cui passavano da vittime a istigatrici.
Guardo mia figlia: ha nove anni e già c’è un bagno, a scuola sua, dove non mette mai piede: è troppo vicino a quello dei maschi. E quegli stupidi si arrampicano per spiare le femmine che fanno pipì. La maestra non ci ha creduto. E quando, per ripicca, lo hanno fatto le fanciulle, sono state subito beccate e punite con una nota.
Presto dovrò parlarle. Dovrò essere molto chiara e raccontarle che lei non ha nessuna colpa e che a certe situazioni Lei non dovrà mai rassegnarsi!

lunedì, dicembre 20, 2004
La disperazione
piu' grande
che possa impadronirsi
di una societa'
e' il dubbio che
vivere rettamente
sia i
.......n
.........u
..........t
...........i
...........l
...........e
(C. Alvaro)
sabato, dicembre 18, 2004
Non ho uno scanner!
Ma una macchina digitale si! Cosi' ho provato a rifotografare alcuni scatti d'epoca di mio padre. Tutte le foto che seguono sono degli anni '60, rigorosamente eseguite con una vecchissima macchina a soffietto, sviluppate e stampate nel bagnetto di casa.
La passione era di casa: ricordo che nel bagnetto c'era sempre un piccolo stenditoio con appese le stampe ad asciugare... Mio padre tento' di spiegarmi tutto sulla fotografia da quando avevo 4 anni. Glaaab! Ricordero' per sempre un suo insegnamento sulla scelta degli obiettivi: usando come paragone rubinetto e bicchiere, mi spiego' che come ci vuole piu' tempo a riempire il bicchiere col rubinetto quasi chiuso, quando scende solo un filo d'acqua, lo stesso avviene per le foto, con l'obiettivo chiuso a 16 o addirittura a 22, quindi bisogna aumentare il tempo di esposizione. Al contrario col rubinetto - o l'obiettivo - aperto al massimo il tempo per il riempimento - o per l'esposizione - si riduce. Va da se che il bicchiere, riempito piano piano, riesce meglio. Cosi' la foto ottenuta con piu' tempo e obiettivo piu' chiuso viene piu' a fuoco, ottimo sistema per avere belle foto di panorami, e quella ottenuta in poco tempo con l'obiettivo aperto avra' il fuoco solo sul soggetto in primo piano, accorgimento che si usa quando lo si vuol far risaltare rispetto allo sfondo...
Devo dire che la mia macchinetta digitale, priva di queste regolazioni, riesce sempre a farmi rimpiangere le belle reflex di una volta.
Comunque ecco l'album!

Qui avevo 2 anni. Estate 1967. ![]()

Il mio primo topless. ![]()

17 maggio 1968. ![]()

Questa secondo me e' bellissima! Da sinistra: mio fratello Marco, il suo amichetto Fabio, Io (notare la mano sulla coscia di Fabio
), la mia amichetta Fabrizia, sorellina di Fabio.
Un'altra volta provero' a rifotografare le foto fatte dal nonno di mio marito. Ne abbiamo 4 album pieni e iniziano dal 1910. Per me, un vero patrimonio!
venerdì, dicembre 17, 2004
vorrei avere il tempo di rispondere ai commenti ricevuti per il post di ieri... vorrei dirvi due paroline a proposito del riciclo e dell'ambiente...devo scappare e ho avuto molto da fare, ma magari due parole due...
Certo lo so anch'io che l'azienda produttrice delle cartucce in questione ci guadagna riutilizzando quelle usate. E vorrei vedere pure che le buttasse, dopo avergli pagato il biglietto aereo (seppure con i soldi della vendita delle cartucce nuove). Ma è proprio questo il punto. Ci guadagnamo tutti. Perché buttare via cose che si possono riutilizzare? E dove poi? Non mi dite che tutti in casa avete la pattumiera per i rifiuti speciali. Non sarà mica un caso che la mafia abbia puntato molto sull'affare dello smaltimento rifiuti...
E' vero che esistono stampanti che costano meno di un set nuovo di cartucce. Ma questo non mi consola per niente. Anzi: mi terrorizza! Dove andranno a finire tutte quelle stampanti gettate via, perché era economicamente conveniente? Probabilmente sepolte sotto un campo di grano o sotto il campo da gioco dei nostri figli o nipoti.
E' come con la benzina. Costa cara vero? Beh ricordatevi che la benzina è un combustibile e che per bruciare ha bisogno di un comburente: l'ossigeno. E l'ossigeno voi quanto lo pagate? Niente... è di tutti! Andatelo a raccontare a quelli del ventiduesimo secolo...
Io dico che la benzina dovrebbe costare il doppio e che i soldi in più dovrebbero essere usati per pagare i danni del suo uso. Tipo rimboschimenti, ricerca di fonti alternative e rinnovabili e per il trasporto pubblico.
Per noi. Per il nostro bene presente, futuro e collettivo. Dei francesi, degli italiani, dei brasiliani, dei tedeschi, degli iracheni e pure degli americani!
STOP. Voloooooooo
Buon WE!
giovedì, dicembre 16, 2004
Sorpresa!
Ho cambiato la cartuccia alla mia stampante. Guardo bene in fondo alla scatolina e trovo anche un minuscolo pacchettino in nylon. Lo apro e... si tratta di una bustina con stampigliate (è serigrafia, lo riconosco ad occhio) diverse istruzioni in inglese, in francese e pure a disegni - suppongo per gli italiani - sul retro un indirizzo, un timbro di affrancatura prepagata (!) e perfino il bollino di posta aerea.
Incredibile! Si tratta dell'involucro per rispedire alla casa di produzione - francese - la cartuccia usata. Così la potranno riciclare e soprattutto si eviterà di inquinare ancora di più questo mondo con rifiuti tossici.
Ho sempre detto che vorrei vivere in Francia! ![]()
mercoledì, dicembre 15, 2004
Per carità riesco a sopravvivere benissimo lo stesso!
Però...
Però, in effetti, fra le mie incapacità ce n'è una che mi pesa più delle altre: la ruota! Quel bel movimento in cui si poggiano entrambe le mani a terra e si fa un giro completo, slanciando le gambe in aria, per poi ricadere elegantemente in piedi!
Quanto mi dispiace di non saperla fare...
Perché certe volte, in certe passeggiate fra prati e boschi, una ruota ben fatta, un hop-là elegante, un guizzo entusiasta...
Ci starebbe proprio bene!
martedì, dicembre 14, 2004
Senza Titolo
Mentre si è costretti a cercare (senza, per ora, riuscirci!) di tramutare in legge un decreto "milleproroghe", per ovviare agli spiacevoli termini, fissati da altre leggi, cui però purtroppo non si è riusciti ad adeguarsi, si trova il tempo di varare certe leggi che contengono norme, per me assurde, uniche in Europa.
Per esempio la legge sull'immigrazione più severa d'Europa, che dispone che anche i figli di extracomunitari nati nel nostro Paese, non potranno essere considerati italiani, fino ai 18 anni.

Un'occasione perduta: c’è un’intera generazione di minori che cresce e rischia di restare straniera nel paese in cui è nata, si è formata, progetta di restare per sempre.
Per loro, ovviamente, nessun decreto salvezza!
Meno male che papà Ciampi incita all'aumento delle presenze straniere nelle nostre università (presente la Moratti (!)).
Il vuoto e poi
ti svegli e c'è
un mondo intero
intorno a te.
Ti hanno iscritto
a un gioco grande
se non comprendi
e se fai domande
Chi ti risponde
ti dice: è presto
quando sarai grande
allora saprai tutto
Saprai perché, saprai perché
quando sarai grande
saprai perché...
E allora osservi
gli altri giocare
è un gioco strano
devi imparare
Devi stare zitto
solo ascoltare
devi leggere più libri che puoi
devi studiare
E' tutto scritto
catalogato
ogni segreto
ogni peccato
Saprai perché, saprai perché
quando sarai grande
saprai perché...
Edoardo Bennato
Quando sarai grande
lunedì, dicembre 13, 2004
Loto e loti

Il fior di loto, che tutto fa dimenticare, non fece obliar al fiammingo viandante il sapor di loto che tosto lo riportava alle nipponiche e ormai lontanissime terre visitate. Memore quindi di siffatto piacevole sapore, decise di riempir terra di fiandra di quel morbido fiore.
Ma dal fior di loto il potere, mai da sottovalutare, si trasmise a quei fiori e ne cambio' forme e colori.
Nacque un bel frutto dal color di fiamma, da bravo fiammingo, e col nome di loto, furbissimo fiore.
Solo una fata di nome Giarina, pote' di quel loto cangiar anche il nome.
E cosi', irata dal vile comando, lo trasformo' in caco, ma senza l'odore!
![]()
domenica, dicembre 12, 2004
Come si pensa?
C'avete mai pensato?
Come fanno i pensieri a venirci in mente? Vengono a parole? A immagini? A idee?
E chi non sa parlare? Per esempio un neonato: se ha fame urla, se ha sete urla, se ha sonno urla, se vuole la mamma urla. Lui lo sa cosa vuole, cosa ha in mente... Ma il suo pensiero non puo' prendere la forma di parola. Cosi' la mamma, piano piano capisce la sua lingua... Anzi: e' una specie di accordo fra madre e figlio: se tu urli con la A, hai fame, se mugoli hai sonno, se hai sete un bell'EEEEEEEEE. Pero', se viene un altro figlio e' tutto da rifare...
E scartiamo le parole.
Io in questo momento ho ben chiaro in mente cosa voglio dire... cosa sto pensando... dove voglio andare a parare. Pero' conosco bene solo le prossime due, tre, quattro e cinque e sei-sette parole! Il resto e' una sorpresa anche per me. Sto scandagliando il mio cervello alla ricerca di parole per spiegare cosa voglio dire. Quindi l'idea gia' ce l'ho. O meglio: una vaga idea... Anzi, meglio: un certo numero di vaghe idee. Piano piano che vado avanti a scrivere sbroglio la matassa, recupero il filo, scarto certi tronconi che non portano a nulla e sciorino il mio dire.
Si potrebbe rappresentare una pianta. Ci sono le radici nel terreno che pescano l'acqua e i sali minerali. Poi ci sono i vasi che portano su la linfa grezza, piano piano la elaborano e portano il nutrimento fin su alle foglie, poi ai fiori e infine ai frutti.
Ecco: masse vaganti di sali minerali popolano il mio cervello. Piano piano si trasformano in linfa e poi nascono le parole che sono i frutti!
Ma la mia fotosintesi clorofilliana qual é?
(Oh, stavolta non ho usato i colori!)
Ciaociao!
sabato, dicembre 11, 2004

Non so dove scriverlo affinche' non venga perduto.
Dispongo che alla mia morte tutto cio' che non abbia gia' rovinato fra gli organi del mio corpo, sia donato a chiunque ne abbia bisogno.
venerdì, dicembre 10, 2004
SEQUESTRATA!
Stamattina avevo da fare delle analisi del sangue... spediti i bimbi a scuola, giustificato il ritardo al lavoro e prelevati i contanti al bancomat, vado alla ASL vicino casa. ![]()
Panico!!!
Da una settimana circa sono cambiate TUTTE le sigle delle analisi e delle visite da prenotare e pure il software con cui i solerti impiegati dell'Asl effettuano dette prenotazioni. L'ufficio è letteralmente tappezzato di cartelloni che spiegano il perché delle lungaggini... ![]()
Io, fiduciosa, sono la quinta in coda. Dopo mezz'ora, quando il primo della fila ha finalmente terminato, ZATACCHETE! La potente rete, con cui sono collegati tutti i terminali della Regione, decide di prendersi cinque minuti di pausacaffè.
Dopo altri 3/4 d'ora la folla comincia a rumoreggiare. Effettivamente rumoreggia di più la follina... Infatti ho avuto la bella idea di scegliere un laboratorio analisi dove si effettuano anche le vaccinazioni ai bimbi piccoli. E i bimbi piccoli a digiuno, chiusi in una stanza stretta e piena di gente, dopo un'oretta, ma anche meno, non ce la fanno più e scoppiano a piangere. Giustamente! ![]()
Anch'io voglio piangere, ma invece avvio le trattative per procedere comunque al prelievo del sangue e provvedere in seguito al pagamento. Stremati anche gli impiegati accettano le condizioni. Bene... Ci vogliono una decina di provette, perché le analisi sono tantine... L'infermiera mi avverte che se non le riporto la richiesta timbrata e quietata tutte quelle provettine andranno al macero... ![]()
Ok, torno nella bolgia infernale, ma della rete ancora nessuna notizia. I genitori dei bimbi iniziano a costruire barricate, gli anziani presenti minacciano svenimenti. Vado a fare colazione al bar. Già che ci sono acquisto pure salse e salsine alla torrefazione... me la prendo comoda! ![]()
Torno allo sportello. La rete è ancora latitante. Il Comitato Spontaneo dei Genitori ha ottenuto di poter fare le vaccinazioni lo stesso, accontentandosi di antiquate ricevute scritte a mano. Mi affaccio anch'io pretendendo gli stessi diritti, ma per me niente da fare: non sanno quanto devo pagare! ![]()
Ritorno dall'infermiera (son passate due ore) le chiedo disperata cosa posso fare. E lei, candidamente, "Ah, vabbè... vorrà dire che pagherà quando viene a ritirare i referti" e sorridendo ritira le mie richieste senza timbro. ![]()
Ma ci voleva tantoooooooo???? ![]()
giovedì, dicembre 09, 2004
Aggiornamentino:
Mi scappa di segnalare il post di ieri di Flor.
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Quando c'è una festa in mezzo alla settimana (e quest'anno son rare) perdo il conto dei giorni e mi si rimescolano in testa tutti i colori. Mica come quando facevo la segretaria e scrivevo la data almeno 100 volte al giorno per protocollare sul librone tutte le note del servizio. Così ho sviluppato meglio il mio calendario mentale, cui avevo accennato brevemente in uno dei miei primissimi post.
Io i giorni li divido in colori e i mesi, invece, sono porzioni di un grande ovale, porzioni diseguali che non rispettano assolutamente la loro durata, ma il posto e il colore che occupano nel mio schema mentale.
Ad esempio Gennaio è in cima ed è bianco come la neve, febbraio è più corto e, non so perché, rosso scuro, marzo è verde e più grande, annuncia la primavera, aprile è azzurro pastello di fiori appena nati, maggio è il mio mese, bello grande e giallo solare, più timido è giugno che chiude il mezzo ovale. L'estate ha più spazio: luglio tramonto infuocato, agosto, enorme, color caramella o gelato, settembre acqua fresca, ottobre e novembre piccoli e neutri, dicembre guadagna più spazio ed è rosso natale.
Vabbè, ho capito... faccio un disegno!
Per i giorni nvece uso questi colori:
Lunedì.
Grigio azzurro di ferro e feriale,
sa di avanzi, di diete, fatiche ed inizi.
Martedì.
Giallo uovo, motore già caldo,
appuntamenti e conferme, sa di api operose.
Mercoledì.
Fuxia pungente, spina nel fianco,
sa di mezzo, di stanco, né carne, né pesce.
Giovedì.
Rosso ricco, superata la china,
sa di pollo, di gioco, di grasso e risate.
Venerdì.
Verde magro, acqua di lago,
scivoloso e melmoso, come un giorno in discesa.
Sabato.
Rosa sogno, leggere promesse,
caffè e aspirapolvere, riposo e faidatè.
Domenica.
Arancio di sole, feste e banchetti,
precipizio finale, si ripensa al lavoro.
martedì, dicembre 07, 2004
Piccolo (?!) spazio... Pubblicità!
Ogni tanto la pubblicità ci regala dei veri e propri film. La prima a fare lo "spottone" da 4 minuti fu la Barilla, se non erro. Ieri sera invece ho assistito all'ultima fatica di Baz Luhrmann, già regista di Moulin Rouge.
Sembrava il trailer di un nuovo film con Nicole Kidman: lei, bellissima e sempre algida, è la donna più famosa del mondo ed è scomparsa... In realtà sta vivendo una storia d'amore con un senzatetto, forse l'unico uomo al mondo che non sa nulla di lei
(e qui la citazione di "Vacanze Romane" ci sta tutta). Naturalmente mente sulle sue origini, dice di essere una ballerina e volteggia, nel loro nido d'amore, sulla terrazza di un grattacielo, fra le insegne pubblicitarie luminose. Ma... quelle lettere noi le conosciamo! Quelle due C incrociate... ma sì! E' il marchio di Chanel! (e Lei ci ha guadagnato 12 milioni di dollari!!!)

E certo... una pubblicità del genere non funzionerebbe per il lancio di un nuovo marchio sul mercato. Tutti sanno cos'è Chanel e tutti conoscono il suo profumo più noto: il n. 5!
Il profumo più famoso del mondo, come sembra suggerire lo spot. Famoso anche per essere stato l'unico pigiama usato da Marylin Monroe: "indosso solo due gocce di Chanel n. 5 dietro le orecchie e niente altro, per andare a letto". (io ogni tanto mi chiedo che razza di ciofeghe dovevano essere i primi 4 ;))
Ma il sogno della donna più famosa del mondo svanisce presto... E' costretta a tornare ai suoi impegni e a rivestire i suoi panni da primadonna.
Molto graficizzata la scena finale (e molto computerizzato il tutto), dove lei, vestita come Jessica Rabbit, strizzata in un lungo abito nero e aderente, la scollatura profonda sulla schiena, la gonna che si apre ricca sotto le ginocchia, sale una bianca scalinata. Si ferma e si volta: lo sguardo puntato dove ha lasciato il suo cuore, fra la C e la H luminose, in cima al grattacielo dove il suo amore la aspetta... Un'ultima inquadratura dettaglia il prezioso ciondolo della sua collana: un cerchietto con un n. 5 scitillante, fatto di diamanti.

E mia figlia (9 anni) commenta:
"Embeh? E' arrivata solo quinta?"
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sabato, dicembre 04, 2004
SOGNI
Il primissimo sogno
Il primo sogno che ricordo è di quando avevo 8/9 anni, c'era un'invasione di strani vermini dotati di pungiglione, ad un certo punto uno mi sale sulla gonna, io ero tranquilla, ma invece quello riesce a bucare la stoffa e mi sveglio con un dolore alla coscia. Sara' per quello che lo ricordo.
Sogni ricorrenti
C'e' un grande edificio, e' un dedalo di corridoi, scale, stanze, saloni e cunicoli, mi ci perdo ogni volta. Cambiano situazioni e personaggi: qualche volta e' una scuola e io devo rifare qualche esame, pero', mannaggia, non ho studiato... comunque ci provo lo stesso; altre volte e' un grande magazzino o un albergo e io sono sempre alla ricerca dei bagni, li trovo rotti, inservibili, occupati, pieni di gente o con le mura trasparenti e mi tocca svegliarmi per andare a fare pipi' (questa e' una fortuna, pero').
Oppure e' una piazza. Una bellissima piazza grande e ovale, molto antica, al centro c'e' un lungo piedistallo rettangolare, in marmo bianco, a volte dotato di gradinate, sopra ci sono 4 o 5 statue allineate, alcune in marmo altre in bronzo. Io ci arrivo sempre da sola e resto estasiata a guardarla. Poi torno subito indietro a cercare qualcuno per portarlo a vedere questa meraviglia, per dirgli "guarda! L'ho trovata finalmente. Te l'avevo detto che esisteva...". Ma immancabilmente mi perdo in un dedalo di vicoletti e non riesco piu' a ritrovarla. Faccio questo sogno dall'adolescenza e cerco questa piazza in tutta Italia, anzi: se qualcuno sapesse dov'e'... ;)
Sogni nostalgici
La casa in cui passavamo le vacanze quando ero piccola o le persone che non ci sono piu'.
Una settimana prima di sposarmi ho sognato che era il giorno delle mie nozze e mi trovavo, ancora in tuta da ginnastica, nel ristorante ad apparecchiare le tavole. Ad un certo punto mi avvertono che gli ospiti iniziano ad arrivare. Mi precipito fuori per salutarli e vedo, da un camioncino bianco, scendere un signore piuttosto anziano, in cui riconosco uno zio di mio padre morto l'anno della mia nascita, poi una signora sconosciuta e infine... TA-DAH! mio nonno Mario, scomparso da due anni. Subito corro incontro a lui, ma lo zio mi blocca: protesta e brontola che lui e' il piu' vecchio e quindi va salutato per primo. Sbrigo questa rapida faccenda e volo da mio nonno, gli chiedo stupita cosa ci faccia li', mi risponde: "vengo a portarti i saluti e gli auguri da parte di tutti!". Mi perdo nel suo abbraccio, ne sento il calore, poi la guancia comincia a pizzicarmi, per il contatto con la sua barba e mi sveglio. Raccontando il sogno a mio padre, lui mi ha confermato il caratteraccio brontolone dello zio, che io non avevo mai conosciuto se non attraverso le foto di famiglia.
Mio fratello lo sogno tante volte. Ricordo soprattutto una volta in cui venne a conoscere Flavia (mia figlia) appena nata, senza parole la prese in braccio a lungo e io lo guardavo sorridendo.
Sogni catastrofici
Ero ancora a casa dai miei e, affacciata al terrazzo che guarda verso la cupola di San Pietro, aspettavo il grande evento. Quel giorno, era stato deciso e annunciato dai telegiornali di mezzo mondo, avrebbero fatto esplodere il Colosseo. Tutti erano affacciati. Ad un certo punto lo vidi in lontananza salire, ancora intero, verso l'alto. Oscurando il cielo. Poi scoppio' con un grande fragore e tanti pezzettini caddero su tutta Roma. Ricordo che non ero affatto spaventata, ma eccitata ed emozionata. Solo alla fine mi chiesi come avrebbe fatto adesso Roma, senza Colosseo...
E i vostri?
CHI HA SPOSTATO GLI OROLOGI DI CASA?
Io ero abituata a mettere la sveglia alle 6.45, tanto poi lo sapevo che in realta' erano le 6.35... E sapevo anche che potevo attardarmi qualche minuto in bagno, tanto li' l'orologio era avanti di sette otto minuti... E che potevo uscire, per accompagnare i bambini a scuola, anche quando l'orologio della sala segnava le otto e venticinque, tanto riuscivamo ad arrivare sempre entro le otto e trenta reali...
Ora invece tutti gli orologi di casa segnano la stessa ora!
Con una precisione svizzera!
Ma cosi' io non ci capisco piu' niente!
Meno male che la mia moto va ancora con l'ora legale... piu' una decina di minuti accademici!
venerdì, dicembre 03, 2004
Test di traduttore on line
(ovvero come ci si capisce in Europa)
Si prenda una frase a caso, per esempio da una canzone come "il mio canto libero sei tu" (Battisti) poi si provi a passare da una lingua all'altra con un traduttore on line (io ho testato wordlingo). Ecco i risultati:
il mio canto libero sei tu
(italiano)
my free song six you
(inglese)
mein freies Lied sechs Sie
(tedesco)
mijn vrij lied zes het
(olandese)
mi canción libre seises él
(spagnolo)
meus seises livres da canção ele
(portoghese)
ορυχείο seises χωρίς τραγούδι αυτό
(greco)
mine seises sans cette chanson
(francese)
miniera seises senza questa canzone
E di nuovo in italiano!!!
Occupazione consigliata a chi non ha un cappero da fare!
Naturalmente invertendo l'ordine dei fattori il prodotto cambia eccome!
il mio canto libero sei tu
mien je chante libre est toi
meinss singe ich frei bin toi
meinss zing ik am vrije toi
meinss sing I am free toi
os meinss cantam-me são toi livre
meinss το toi με τραγουδά είναι ελεύθερο
toi dei meinss con il tragoyda è libero
Pensa che casino al parlamento europeo!![]()
mercoledì, dicembre 01, 2004
SIIIIIIIIIIII!!!!!
Causa casini di poco e tanto conto, per via di alcuni problemi di salute, che più che problemi poi sono disturbi, fastidi, impedimenti, cambiamenti, limitazioni, doloretti, ma non gravi, se non per il senso di smarrimento che lasciano, soprattutto perché... i guai quando capitano capitano, ma pensare di esserne stati la causa... di esserseli da soli procurati e augurati, seppur inconsciamente, ma poi fino a che punto... sì, vabbè, sono una grande incosciente perché fumo e so che fa male, ma mica solo ai polmoni... però mi serve, come antistress, dicevo... sì, vabbè, antistress... trovane un'altra! Anche perché quale antistress? Se invece lo STRESS ce l'hai lo stesso e proprio quello ti ha fatto così male... Anche se adesso sembra si sia trovato un nuovo colpevole: fortemente indiziata è la tiroide! Mo' si tratta di fare analisi e controlli vari e poi di prendere piccole pilloline numerate, che volete che sia...
Da ragazzina facevo un gioco pericoloso col taglierino: mi procuravo volontariamente delle lunghe ferite sul braccio e avevo lanciato in proposito una sventata moda. Finì quando mi feci male sul serio e sei punti sul braccio sinistro me lo rammentano. Ecco. Penso solo che magari a 15 anni ero solo più esplicita.
Adesso speriamo solo di riuscire ancora una volta ad assolvere se stessi e ripartire con più grinta.
Comunque... Se come smettere di farmi male forse non l'ho ancora capito, ho trovato invece un modo per farmi tanto bene. Come?
Buonumore
Ricetta n. 1
Prenotare una vacanza per 4 persone a Disneyland Paris per febbraio!
E fare tutto da soli su internet.
E trovare il volo più economico che ci sia,
il pacchetto più conveniente
e pure gli effetti speciali!!!

WOWOWOWOWOWOW!
E domani è un altro giorno. Si riparte!






