venerdì, ottobre 28, 2005

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giovedì, ottobre 27, 2005
mercoledì, ottobre 26, 2005
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martedì, ottobre 25, 2005

lunedì, ottobre 24, 2005


venerdì, ottobre 21, 2005
Frasi celebri (pronunciate dalle maestre, eh!):
la storia è cambiata...
giovedì, ottobre 20, 2005
Invece Crozza è stato grandissimo!




mercoledì, ottobre 19, 2005
martedì, ottobre 18, 2005
Un maniaco si aggira nel mio blog! Secondo ShinyStat, la prima volta è giunto qui cercando "cinesi morti trovati in congelatore" e proprio oggi - visibile nella tabellina di heracleum, in basso a sinistra - con la chiave di ricerca "bollitura dei cadaveri".
AAGHHH!
Niente a che vedere coi soliti che piombano qui pretendendo informazioni su topless, primo topless, topless blog, topless casalinghi, carezze delicate, slip commestibili, cancro seno gaia (?), a gambe larghe dal ginecologo, foto donne nude alle terme, foto donne nude in palestra sauna o piscina, ginecologo completamente nuda, william holman hunt la luce del mondo (?!)...
Poi vorrei anche parlare con quello che cercava "ictus + patente B", che non vorrei chiedesse informazioni su quanti punti patente si perdono guidando in stato di ictus, e con chi sta cercando "mi sto scompisciando dalle risate in arabo" perché vorrei chiedergli cosa si prova a farlo in arabo e se la risata suona diversa!
lunedì, ottobre 17, 2005

domenica, ottobre 16, 2005
venerdì, ottobre 14, 2005
Grammatica
So di andare controcorrente, ma la grammatica è una delle mie passioni. Non arrivo al punto di definire per benino un'ossimoro o uno jato, ma, quando voglio, so scrivere correttamente. Ho avuto un'insegnante molto severa alle elementari e, in età adulta, ho lavorato parecchio con una delle migliori correttrici di bozze che abbia mai conosciuto. Naturalmente non passo tutto il tempo a bacchettare chi sbaglia un congiuntivo... anche perché nel linguaggio parlato, nei post e nelle canzoni, certi errorini - che potrebbero anche essere stati commessi per scelta - danno colore e ci stanno anche bene.
Quando vedo un cartello scritto male, però... non transigo! E mo' che c'ho il telefonino accessoriato li fotografo pure!
Questo l'ho trovato in un grande magazzino. Non riesco neanche a contare gli errori. Dapprima sembra un'intimidazione, tutta colpa di quella "a". Non si avvisa qualcuno a, semmai si avvisa che. Poi cambiano idea e avvisano di riporli. All'inizio si rivolgono ad un'impersonale "clientela", alla quale all'improvviso danno del VOI, con quel "se non desiderate". Per non parlare della virgola dopo il se... Insomma se lo leggo ancora una volta mi viene l'orticaria: ho già il prurito!
giovedì, ottobre 13, 2005
C'era una volta
(ho un blob nella testa)
Una volta c'era la pubblicità. Essa si divideva in: video, audio e stampa. La video andava in TV, la audio in radio e la stampa si divideva ancora in: periodici, affissione e mailing. La mailing era la più divertente da fare e da ricevere, ma era quella che pagava di meno. Tutte quelle cartine che t'arrivavano per posta - e non è che abbiano smesso d'arrivarti - tagliandini da grattare, francobollini da appiccicare, sondaggini da rispondere, premiucci da sognare... e poi si vinceva sempre! Fra le tre opzioni indicate ti capitava sempre la meglio: il 50% di sconto, l'apriscatole in omaggio, la litografia numerata in regalo...
Gli anni '80 videro il fiorire della pubblicità, gli investimenti in tal senso si sprecavano e i creativi si creavano addosso.
Poi il declino. Il troppo aveva stroppiato, forse. O i soldi erano finiti.
Però per la pubblicità fu una nuova rinascita. Si passò dal promuovere i prodotti al pubblicizzare le persone e le idee. Anche e soprattutto quelle politiche.
I pubblicitari ripresero a pubblicizzarsi addosso. I mezzi si moltiplicarono, ne vennero fuori di impensabili e forse poco leciti: internet, le spam-mail, gli spazi acquistati nei TG o nei giornali, ma presentati come se fossero giornalismo, invece di pubblicità. La realtà pubblicitaria divenne così, meschinamente, simile alla realtà percepita.
Un'idea, cos'è? Un meme. Un seme da piantare e innaffiare con cura. Basta urlare, per benino e nei posti giusti, che i giudici son tutti comunisti e si divertono ad attaccare sempre la stessa persona, per far passare in secondo piano il meme più antico, quello che ci diceva che la legge è uguale per tutti e rubare, come falsificare un bilancio, è un reato. Basta urlare, per benino e nei posti giusti, che una legge sulle coppie di fatto lacera la famiglia o che un'embrione di un giorno ha più diritti di una madre di trent'anni e uno si dimentica pure il più bello fra gli insegnamenti cristiani: ama il prossimo tuo come te stesso, guarda la trave che hai nell'occhio, prima della pagliuzza che sta nell'occhio di tuo fratello, non scagliare la prima pietra, visto che non sei senza peccato.
Le personalità, sia del mondo politico che dello spettacolo, si diedero da fare per accaparrarsi un curatore di immagine, un'agenzia intera di agenti, uno stuolo di giornalisti o di direttori compiacenti.
In un mondo in cui certe verità non potevano essere dette pubblicamente, i telegiornali si riempirono di gossip e spazi pubblicitari, più o meno mascherati.
I tiggì ci parlarono di mondi felici, di pil che crescevano, di inflazioni che scendevano... Poi ci interessarono pian pianino alle vicende delle Lecciso e dei Carrisi, dei Ricucci e dei Falchi, visto che gli Agnelli erano finiti... in Elkann. Ecco quella di Albano & co. è veramente un bel filone. Anche se uno non legge certi giornaletti nemmeno dal parrucchiere, resta comunque bene informato direttamente dal telegiornale. L'apoteosi ieri sera, in diretta TV, quando AlbanoSull'Isola viene informato da SimonaSullaTerraferma, che la moglie l'ha lasciato, portandosi via i bambini e lui, imperterrito, le lancia, come un'anatema, i suoi migliori auguri. Giù applausi a cascata. Oggi sarà la notizia del giorno.
Ecco. Io c'ero. Ci son passata quasi per caso prima di andare a letto. L'ho visto lo sguardo di Albano. Ho sentito quegli applausi. Non so perché, ma il mio cervellino di ex-pubblicitaria ha cominciato a rimembrare certe tecniche. Ho visto lo stuolo di agenti che c'era dietro. Ho visto le strategie. Sì. Tutto chiaro. L'intervista rilasciata prima della partenza, il caso scoppiato il giorno prima della diretta TV e riportato come una notizia da TG.
Si... si, si, si. Poi ho visto tutta la gente che applaudiva. E ho capito anche la scusa. La giustificazione sarebbe stata sempre la stessa: è il pubblico! è la gente che lo vuole! La gente. Il pubblico. Siamo noi, cioè. Siamo noi che vogliamo questa televisione, questi personaggi, questa pubblicità, queste notizie, questi politici, queste leggi. O forse non le vogliamo, però ci sfugge il motivo per cui, purtroppo, ce le meritiamo.
Ecco. Io allora una voglia ce l'ho. M'è rimasta.
Voglio una TV più educata, ma soprattutto più educativa!
mercoledì, ottobre 12, 2005



martedì, ottobre 11, 2005
Donne
E oggi tutti a parlare della prima donna tedesca a ricoprire la carica di cancelliere. Sì, vabbè... Ma se poi è una stronza? Non sono questi i traguardi che mi auguro per il genere femminile. Semmai sarebbe un bel traguardo non stupirsi più, non commentare neanche certi fatti.
E poi mi ricordo un'altra "grande" governante: Margaret Thatcher. Non è che fossi molto orgogliosa di lei... Soprattutto dopo aver saputo di quella faccenda dei gelati... Che per me son sacri! E per lei invece... Umphf!
Insomma, la Thatcher - un nome un programma - prima di entrare in politica lavorava nell'industria dei gelati. Era un pezzo grosso anche lì. Tutta impegnata nel ridurre gli sprechi e aumentare i guadagni, come sempre, di ferro pure là. Ad un certo punto ebbe una grande idea. Per la produzione, certo, non per i consumatori... Si inventò l'aria. Semplice, facile, gratuita... Gratuita per la produzione, ovviamente, perché invece te consumatore la paghi cara. Prima il gelato era buono lo stesso, ma con l'aria "insoufflata" dentro diventa più soffice e più leggero. Però il cremino lo paghi uguale, eh! Anzi... Da quella volta lì, tutti a far gara a chi ce l'ha più grande. Tutti a chiamarlo magnum, maxi, super... Tanto pesa come prima, è il costo ad essere un tantino più magnum.
Bah.
Di cos'è che stavo parlando?
Ah si... Donne. Queste incomprensibili donne. Misteriose, che non si sa mai come la pensano, che chi le capisce è bravo... Ma non è che questo è un bel luogo comune e basta?
No, perché... l'altra sera spaparanzata sul divano, stavo seguendo il Maresciallo Rocca. Quello che girano tre puntate ogni due anni e si basa, più che altro, sulla fama di Projetti, perché gli autori secondo me stanno scadendo.
Infatti l'intreccio dell'altra sera portava a un punto in cui suocero - il maresciallo Rocca - e genero - un poliziotto, si ritrovano a dormire sul divano, in fase di rottura con le loro rispettive donne.
In pratica: il genero aveva messo le corna alla mogliettina - figlia del maresciallo - che oltretutto era al nono mese di gravidanza, con una informatrice che l'aveva pure incastrato con l'accusa di violenza carnale, comprovata dal DNA dello sperma; il suocero, invece, s'era semplicemente fatto beccare dalla fidanzata, con la lingua in bocca a un'altra carabinieressa... Ora si lamentavano i due... Si consolavano, ragionavano insieme...
E concludevano: Donne: chi le capisce 'ste donne...
Eh già. E' qui che si vede che son donna. Perché invece io... io le avevo capite benissimo!
lunedì, ottobre 10, 2005
Firenze 8bre 05
io c'ecqui
Ragazzi è stato bellissimo. Dal giro di mail di stamattina apprendo pure che sono tutti rientrati sani e salvi (tranne Sabrina che gozzoviglia ancora in quel di FI!)... Io ero soprattutto preoccupata per Stè, Saltino e Anna che sono ripartiti in auto a mezzanotte, direzione Roma e dintorni.
Insomma... per le foto, perdonate, è presto. Io sono rientrata ieri sera, rapido giro a riprendere i pupi, cenetta veloce - minestrina per noi, dopo le abbuffate fiorentine - e una lunghissima, ma non sufficiente nanna. Yahwn! Stamane ho pure litigato col lucchetto della catena della moto, che mi si è smontato in mano, pur rimanendo serrato, quindi sono arrivata in ritardo al lavoro e mo' c'ho un'asta da preparare... pant!
Comunque il raduno è andato benissimo. La pioggerellina del primo giorno c'ha fatto un baffo! Eravamo proprio un'affiatata compagnia!
Risate a cascata e cibo a pioggia, per riassumere.
Un grazie speciale a Ecate, che ha fatto da catalizzatore, e a Sifossifoco, che ne è stato la divertita anima.
Baci sparsi (in ordine di tavolata) a Matteo, Ecate, Saltino, Anna, Ste, Max, Wookie,
Meta(llica)fisica, Amberella, Viscontessa, Sifossifoco, Giarina, Lizaveta. (E speriamo di non aver dimenticato nessuno).
Un bacio particolare, se permettete, al mio ing., che si fa sempre coinvolgere con gioioso piacere e ha promesso pure di dare una nuova impennata al suo blog (tre post all'anno, posson bastare?).
Mi raccomando: facciamo che i raduni siano come le ciliegie: uno tiri l'altro!
venerdì, ottobre 07, 2005
Un po' di leggerezza...
LESSICO FAMIGILIARE*
Martufare. Verbo. A casa mia significa: aggredire con finti morsi, abbracciare stretto stretto, fare il solletico, ridere, urlare, spaparacchiare sul letto o sul divano. Possibilmente posizionando la faccia in zona ombelico, bocca aperta e mani che frugano sui fianchi solleticando, fino a provocare la più ampia ilarità nel soggetto martufato. In fase terminale sono consigliabili baci e abbracci.
Frase tipica: mamma mi martufi?
Sinonimi. Direttamente dalla mia infanzia: fare a botticelle, due soggetti lottavano fra di loro per il possesso del letto; schiacciume umano, sconsigliabile trovarsi in ascensore col fratello maggiore che usava questa pratica schiacciando il fratellino/sorellina contro il muro, solleticandolo/a.
* Il libro Lessico Famigliare, della Ginzburg, era meraviglioso. Purtroppo l'ho letto troppi anni fa per ricordarmelo... Ma conservo le emozioni che mi ha regalato e lo rileggerei molto volentieri.
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PS: Domani anch'io vo' a Firenze ad incontrare altri bloggers, in quella che è stata chiamata "Gita Italosferica". Vedi banner a lato. :))))))))
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PPS: Ironia. Mi ha fatto scompisciare una foto sul blog di malessere (link). Guardate un po':

Buon WeekEnd A TUTTI!
giovedì, ottobre 06, 2005
Un po' come le azioni Parmalat, che da oggi ristanno sul mercato azionario!
mercoledì, ottobre 05, 2005
CEI fanno o
CEI sono?
Adesso basta! Sono infuriata. L'ingerenza della chiesa cattolica nella vita politica ed economica del paese comincia a darmi fastidio come un'orticaria.
La novità del giorno è che "è peccato votare quei politici che ammettono leggi a favore dell'aborto". E' quanto afferma il successore di Ratzinger alla prefettura della Congregazione della fede, un americano: William Joseph Levada.
Adesso si andrà a votare direttamente nel confessionale elettorale.
Nel documento che stanno discutendo al Sinodo, paragrafo 73, c'è veramente da restare a bocca aperta:
''Alcuni ricevono la comunione pur negando gli insegnamenti della chiesa o dando pubblicamente supporto a scelte immorali, come l'aborto, senza pensare che stanno commettendo atti di grave disonesta' personale e causando scandalo. Del resto esistono cattolici che non comprendono perche' sia peccato sostenere politicamente un candidato apertamente favorevole all'aborto o ad altri atti gravi contro la vita, la giustizia e la pace. Da tale attitudine risulta, tra l'altro, che e' in crisi il senso di appartenenza alla chiesa e che non e' chiara la distinzione tra peccato veniale e mortale'' (fonte)
Attenzione: è vietato votare chi sostiene l'aborto, ma anche chi compie atti gravi contro la giustizia e la pace. (chissà come la vedono la guerra in Iraq. Santa? E il falso in bilancio? Derubricato anche come peccato? E il divorzio, seguito dal secondo matrimonio, di Casini? Un peccatuccio veniale?)
E' il nuovo Nuovo Testamento:
solo chi è senza peccato
può essere votato.
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AGGIORNAMENTO
Così... per ribadire il concetto. Vorrei ricordare che la famosa "legge sull'aborto" è in realtà una "legge sulla regolamentazione dell'aborto", fino a quel momento praticato clandestinamente, con gravi danni fisici per le donne che vi si sottoponevano, soprattutto se non in grado di pagarsi le costose cure.
Dico questo visto che...
Visto che ormai sembra di essere ritornati ai fasti degli anni 80, quando la pubblicità era in continua ascesa, bombardava a tutto spiano, ci martellava con le trovate più assurde e i pubblicitari facevano delle gare che riuscivano a capire solo fra di loro, finendo però per inculcarci che fosse un mestiere fichissimo...
...forse ho capito...
perché il 12 chiude...
per rilanciare il mercato pubblicitario!
Niente di meglio che un prodotto inesistente, un niente che puzza di aria fritta, ma che farà guadagnare milioni ai proprietari dei vari 892-892, 1288 o 1254...
Io però lancerei comunque una petizione.
No alla chiusura del 12!
No alla rottura di balle della pubblicità dei fratellini del 12!
No alla riduzione dei posti di lavoro!
(ci scommetto: gli impiegati dell'ottonovedueottonovedue, del dodiciottantotto o del dodicicinquantaquattro, gioveranno tutti dei nuovi contratti di lavoro precari e senza liquidazione...)
martedì, ottobre 04, 2005
Tredici!
Tredici anni fa, il 4 ottobre era domenica. Me lo ricordo benissimo. Il tempo era così così. C'era un timido sole. Sempre meglio del diluvio dei giorni precedenti. M'ero svegliata troppo presto. Soprattutto perché avevo fatto tardissimo la sera prima.
Ouff... All'una eravamo ancora ad infilzare melanzane violette, cipolle rosse di Tropea, uva nera e limoni di Amalfi, fra sbuffi di raso bordeaux. Mentre la pioggia stava allagando il piazzale e cominciava ad entrare sotto la porta.
Don Tommaso dormiva.
Ignaro...
Vecchiarello di un frate.
Se n'era dimenticato! La sagrestana stava per non farci entrare.
Ah, ma allora c'è un matrimonio domani... Don Tommaso aveva detto di no! E quelli sarebbero gli addobbi?
Sì, proprio.
Non c'è neanche un fiore.
E allora?
Prendi l'arte e mettila da parte. Se non mi fossi sposata non avrei mai imparato ad addobbare una chiesa. E che chiesa! Proprio l'Abbazia di Farfa, che era rimasta nei miei ricordi da bambina. Coi frati, come volevamo noi, ché ci stavano molto più simpatici dei preti. E con le rovine romane, i mosaici, l'antichissima biblioteca coi libri scritti a mano dai poveri amanuensi, gli interni tutti affrescati, che stavano così bene con quegli addobbi autunnali di frutta e verdura...
Insomma mi toccò svegliarmi per benino, la casa si stava riempiendo di gente, a mezzogiorno dovevamo essere a Farfa, l'amico parrucchiere doveva acconciarmi una banana in testa, l'amico giardiniere, che fino a poche ore prima ci guidava nell'addobbo, aveva portato il mazzolino di ninfee, i parenti sorseggiavano il caffè, gli amici scattavano foto... L'ing., nel frattempo, si lavava da solo la macchina.
In fretta.
Perché io e suo padre gli avevamo spostato in avanti tutti gli orologi di casa... 
E finì a tarallucci e vino... Con lo sposo che suonava la chitarra, cantando oscene canzoni triestine, mentre la sposa ballava il flamenco, con una rosa fra i denti! 
Bye bye... Stasera vo' a cena fuori! ;)
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PS L'Abbazia, bellissima, è ancora là, fra Roma e Rieti, merita proprio una bella visita! Link.
lunedì, ottobre 03, 2005
Ancora lungo il Tevere
50 chilometri prima
che cominci Roma
in ottima compagnia





