mercoledì, novembre 30, 2005
Riguardo al post qui sotto.
C'è qualcuno che pensa che la cosa non riguardi l'Italia. Ho già scritto sull'argomento, circa un anno fa. Ho già dato... Mi limito a rilinkare quel post. Qualcuno all'epoca si complimentò per il mio coraggio nel rivelare certe esperienze. Io invece non mi sento coraggiosa, perché non avevo e non ho nulla di cui vergognarmi. E non ci vuole nessun coraggio a raccontare semplicemente le cose come stanno.
Avrei tante altre cose da dire. Per esempio sul femminismo. Sul perché se ne parla a mezza bocca. Come se fosse qualcosa di cui vergognarsi. Come se fosse una lottta così-così, una cosa imbarazzante. "Femminista io?! Ma no..." Oppure frivola. In poche parole: rosa (come le quote). Fa taaaanta tenerezza!
martedì, novembre 29, 2005
C'era un sciopero importante... e poi le "giornate a favore di" o "contro la" sono un po' troppe.
Sarà per questo che nessuno ha parlato della "Giornata internazionale contro la violenza sulle donne" del 25 novembre scorso.
Adesso si svegliano i Calderoli a chiedere la castrazione chimica o fisica (forse non ha ben chiara la differenza).
Adesso che ci sono stati tre stupri, portati alla ribalta tutti di seguito.
La verità nuda e cruda è che nel mondo: una donna su tre (una donna su tre, una donna su tre, una donna su tre!) è stata picchiata o molestata o costretta con la forza ad avere dei rapporti sessuali contro la sua volontà, almeno una volta nella vita. (link)
Una cultura del rispetto andrebbe diffusa. A cominciare da questo paese. Rispetto per le donne! Rispetto!
E certezza della pena! Certezza della pena! Perché neanche le ricche famiglie possano pensare di proteggere gli Andrea Ghira di turno!


lunedì, novembre 28, 2005
Dopo che hai acceso il motorino,
aspetta che si scaldi il motore per 2-3 minuti,
prima di partire.
Lo faccio sempre, prolunga la vita ai dueruote. Non per niente il mio precedente bolide, un SH50, è durato ben 12 anni ed è arrivato da solo fino allo sfasciacarrozze di porta portese, con appena un po' di fiatone.
Ogni mattina quando accendo la moto, aspetto. Aspetto quei due tre minuti e penso. Penso che questa raccomandazione me l'ha fatta mio fratello Marco. E lui questa moto non l'ha mai vista. E neanche quella precedente, veramente... Quindi, probabilmente, la raccomandazione riguardava il SUO motorino, quelle rare volte in cui me lo prestava.
Però io l'ho trasferita ai miei mezzi e la seguo sempre. Sempre, sempre. E ogni volta, in quei momenti di pausa, il mio pensiero va a lui. E mi ricordo la sua voce, i suoi occhi, le labbra... anche i piedi.
Chissà quanti altri miliardi di cose mi ha detto. Ogni tanto mi tornano in mente anche quelle, ma mai con la stessa frequenza di questa.
Ci inizio le mie giornate.
Non è una preghiera, ma è anche meglio: è un ricordo e lo tiene vivo.
giovedì, novembre 24, 2005
No,
è che...
In questi giorni ci ho sempre provato. Mo' mo'... Mo' scrivo un post e mi spiego. Poi, mentre mi spiegavo, scoprivo che non m'ero capita neanch'io. Io che ho sempre detestato ste cose... Sti piagnistei, sti malesseri interni... Sono concreta io! Sono d'acciaio...
In un primo post pubblicato qui, in nero su nero (bisognava selezionarlo per leggerlo, era un post molto timido) lo scorso giovedì, scrivevo che mi sentivo "aria fritta" e che "aria fritta" era tutto quello che facevo, blog compreso.
Una bella botta di pessimismo e la sensazione di completa inutilità che non mi ha ancora lasciato.
Sarà che tutto va male e non vedo soluzioni.
Sarà il nano che ieri era santo, oggi erede di don Sturzo e domani di nuovo vincitore delle elezioni politiche...
Sarà 'sta scuola che affonda fra le fotocopie (è quasi dicembre, nessuno dei miei figli ha ancora ricevuto i nuovi libri di testo, scuola elementare pubblica, Roma, Italia, Europa, quel che chiamano primo mondo).
Sarà che a quarant'anni scopro di non aspettarmi più nulla per il futuro. Mi vedo correre qua e là, occupata febbrilmente a tappare le falle del presente, con grossi rimpianti per il passato e la sfiducia più totale nel domani.
Ecco.
Una volta me lo chiese anche Darietto.
Ma noi a che serviamo?
Noi...
Che ci stiamo a fare?
Ecco qui in genere smettevo di scrivere cancellavo tutto e mi chiedevo a che serve?........Mo' vediamo...
mercoledì, novembre 23, 2005
E
se...
giovedì, novembre 17, 2005
mercoledì, novembre 16, 2005
Quando apro la tv ce l'hanno con me, quando apro i giornali ce l'hanno con me e quelli che mi vogliono dare una mano ripetono quello che dicono coloro che ce l'hanno con me. Mi sembra di essere un santo. (S.B.)
Contro i santi non si può... Getto la spugna. 
domenica, novembre 13, 2005
venerdì, novembre 11, 2005
Mi sono ricordata che oggi è l'11 novembre...
Cioè la festa dei cornuti ;)))
Ho trovato una mia vecchia foto elaborata e una mia vecchia poesia, una delle due che ho scritto... Mi è sembrato in tema! Buon Week End!
giovedì, novembre 10, 2005
martedì, novembre 08, 2005
lunedì, novembre 07, 2005
che è bello da incontrare
che è bello da ricordare
PS: Notare le differenze non significa parlarne male. Sia ben chiaro.
domenica, novembre 06, 2005
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| Il complesso di Dimona |
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| Sala di controllo dell'impianto di separazione del plutonio |
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| Contenitore per manovrare materiali nucleari |
giovedì, novembre 03, 2005
Evidentemente viaggiare coi bambini porta bene: ogni volta che ce li portiamo, capitiamo bene, ma mai come stavolta! Le camere d'albergo sono solo un dettaglio della vacanza, se ti tornano in mente è solo perché t'è andata molto male o molto bene. Qui dev'essere scattata quella condizione irripetibile: l'albergo che stava cambiando nome e gestione, l'insegna ancora da montare, gli arredi da completare, i prezzi da definire... poi quella richiesta di una quadrupla... un po' particolare... Li abbiamo sentiti complottare al telefono, prima di spararci un 130europer4 persone, colazioneincamerainclusa. A noi è andato più che bene. Doveva essere la vacanza di un giorno, trovare una sistemazione per la notte è stata una piacevole sorpresa.
Terzo piano, stanza Foscolo, prego: vi accompagno. Credo che la mia bocca si sia spalancata!
Il bagno era grande come il mio soggiorno: una vasca ovale, per due, era incastonata in un blocco di pietra, come il pavimento, di fronte due lavandini e due specchi dalla cornice in argento satinato, lampade alle pareti e anche a terra creavano giochi di luce, in particolare sopra la vasca, dove i faretti nascosti proiettavano fiammate blu e verdi.
La doccia. La doccia... uhhh... La doccia occupava un ambientino a se stante, con ingresso protetto da una porta in vetro, la pianta era "a ricciolo", pavimento e pareti ricoperte da piccole piastrelline rosse da mosaico, 6 rubinetti, incastonati nella curva parete, spruzzavano l'acqua sulle caviglie, sulle spalle e sulla schiena, procurando un piacevole massaggio.
Water e bidet erano in un camerino piccino: dal soffitto pendeva un piatto, come quello di una vecchia bilancia, in rame anticato, con funzione di porta-asciugamani, la carta igienica trovava posto appoggiata su un letto di fiori e frutti secchi e profumati, adagiati in una piccola botte di legno.
Nella stanza proseguiva il pavimento a grandi lastre di pietra, il soffitto, in discesa, ospitava anche tre finestre, direttamente sul tetto, grandi travi in legno e intarsi di mattoni rustici in pietra alle pareti completavano l'atmosfera. Gli altri arredi, qualche sedia, un tavolino, una scrivania, un divano letto, un armadio, erano tutti in legno massello, tinto noce scuro, i letti matrimoniali erano rivestiti in pelle bianca e la TV, col collegamento via satellite, sembrava un grande quadro appeso alla parete. Inutile dire che ci siamo lavati e rilavati gioiosamente, fra docce e bagni profumati, con tanto di candele accese. (Non si trova ancora in rete il nuovo nome dell'Hotel, che è il Vogue, il vecchio nome è l'Astoria, ma le immagini presenti in rete ormai sono sorpassate, si trova in Via Guido Monaco)
Ecco. Diciamo che dopo una vista del genere si è decisamente ben disposti a visitare una altrettanto bella cittadina. Arezzo l'avevo vista anni fa e tornarci è stato un piacere. Intanto, con sollievo, ho scoperto che l'ingresso nelle varie chiese, custodi di inestimabili opere d'arte, è ancora gratuito, come a Roma, al contrario però di Firenze, Pisa e Venezia... Anzi: gli orari di visita sono particolarmente comodi e le inestimabili opere d'arte comprendono gli affreschi di Piero della Francesca e il crocefisso in legno del Cimabue (1265).
Certo in toscana è parecchio diverso... Per noi romani intendo. Camminando per piazze e strade si intuisce che qui c'è stato un pezzo di storia che a Roma s'è visto solo da lontano. Sto parlando della partecipazione cittadina alla vita pubblica, al tempo dei comuni e delle signorie, mentre da noi c'era il solito oscurantismo papale.
Qui ad Arezzo le piazze, le loggie, i palazzi comunali, ma anche quelli della borghesia, sono stati costruiti anche per il popolo. Un popolo protagonista. A Roma, invece, tutto è stato fatto da e per la chiesa. Anche la famosa Piazza del Popolo, in realtà era una specie di check-in per i pellegrini, dotata di vasche per il lavaggio dei piedi e di ricoveri e cibo per gli animali. Le grandi riunioni che vi si tenevano, lungi dal rappresenare la partecipazione popolare, erano piuttosto una manifestazione di potere da parte del Papa Re ed erano costiutite per lo più da esecuzioni capitali, (fino a tre alla settimana, nel '600).
Chissà quanto di questo passato è presente ancora nei caratteri delle due diverse popolazioni? Sto pensando all'allegria scanzonata e maliziosa dei toscani e all'indolenza rassegnata e incredula dei romani. Chissà...
In Toscana poi, si mangia benissimo! La sera abbiamo gustato un'ottima tagliata all'Osteria dei Mercanti, un'osteria giovane e trendy, ma dal glorioso passato, ricca di proposte intriganti di pesce e di carne. Piuttosto meritevole (link).
Ma il giorno dopo siamo stati ancora più piacevolmente colpiti dall'Osteria dell'Agania, vedi foto e indirizzo nel post sottostante, un'accoglienza tradizionale con i veri e antichi piatti toscani, il tutto a prezzi veramente ottimi!
Al ritorno a casa mi sono rigustata Arezzo guardando la Vita è Bella, il film di Benigni girato quasi tutto lì.
Sono arrivata fino al momento in cui salgono sul treno per il campo di concentramento... Oltre non ho potuto. Troppa amarezza.
E penso che sono tanti i popoli che sono saliti su quel treno. Tanti quelli che ancora ci stanno sopra. E sarebbe ora di dire basta. Basta per tutti però. Perché adesso non c'è più Israele su quel treno. Adesso magari ci stanno i palestinesi, gli iracheni, gli afgani, gli africani... e gli iraniani stanno per salire.
Antica Osteria dell'Agania, via Mazzini 10, angolo via dell'Agania, Arezzo, centro storico.
mercoledì, novembre 02, 2005
Arezzo è una meraviglia!
In foto: l'Anfiteatro, Piazza Grande, Santa Maria della Pieve (facciata), Duomo (portale).
Segue post più descrittivo. Spero a breve. Qualche altra foto qui.
Rientro oggi in ufficio dopo almeno 15 giorni, fra corsi e malattie. Quindi c'ho un sacco da fa!
Arezzo era splendida e la stanza d'albergo che mi è capitata ancora di più.
Le notizie dall'interno e dall'esterno mi fanno disperare. Ogni tanto mi viene da gettare la spugna e cambiare paese, ma... resisto.
A presto! (magari con le foto di Arezzo, soprattutto del bagno, che era grande come il mio soggiorno!)







