venerdì, giugno 30, 2006

mercoledì, giugno 28, 2006
Se mangio, geo!
Ho svariati libri di cucina in casa, soprattutto cucina estera, quindi geografica, ma anche "storica"... 
Qualche tempo fa mi stupii di trovare, in un libro sulla cucina greca, la ricetta di un piatto tipico della Pasqua, a base di interiora d'agnello, che era pari pari alla nostra "coratella", piatto tipico pasquale anche qui a Roma. 
Ora invece sto leggendo un libro sulla cucina etrusca, molto interessante perché tratta a lungo della storia e dei costumi, ieri sera ho scoperto il legame che cercavo... 

Siamo nel VII secolo avanti Cristo, la città di Tarquinia è la splendida capitale etrusca, colta, raffinata, arricchita dai numerosi scambi commerciali.
In particolare importa ceramiche da Corinto e, proprio da Corinto, arriva Demarato, fuggito per problemi politici e in cerca di asilo.
Si stabilisce a Tarquinia dando vita, insieme ai suoi fedelissimi, alla famosa ceramica nera, tipicamente etrusca. In seguito si sposa una locale e mette su famiglia. La sua voglia di integrazione è tale che chiama il suo primo figlio Tarquinio, in onore della città che lo ospita.
Lucumone Tarquinio, per la precisione, un gran bel figliolo colto e fortunato, ma pur sempre un po' "bastardo", costretto quindi, dal razzismo in patria, ad emigrare verso Roma, allora ancora poco più di un rozzo villaggio di pastori, dove la sua fortuna sboccia definitivamente incoronandolo quinto re, col nome di Lucio Tarquinio, detto in seguito Prisco, inaugurando perciò la dominazione etrusca della città.
Dalla cucina però si poteva già intuire tutto, no? 
Questo spiega un po' geomangio... quel che significa per me.
martedì, giugno 27, 2006
A che prezzo?

Le case farmaceutiche ormai sono dei veri colossi a ciclo completo. Si occupano cioè, non solo della ricerca, sperimentazione e produzione di un farmaco, ma anche della sua commercializzazione e, quindi, della sua immissione sul mercato.
E spendono più per la seconda fase che per la prima. Quasi il doppio!
E, se la seconda fase promette bene, se ne fregano degli eventuali difetti della prima.
Prendi l'antinfiammatorio Vioxx: è stato ritirato dal mercato nel 2004 perché provocava infarti. E si parla di 28.000 infarti. Ventottomila morti!
Ebbene la sua casa produttrice lo sapeva benissimo fin dal 2000! Ma qualcuno ha manomesso i risultati delle sperimentazioni, per poter continuare a vendere...
Prendi le case produttrici di latte in polvere, nestè in testa. Giustificano il prezzo troppo alto con le spese che si devono sostenere per aggiornare i pediatri. Cioè, come nalla più mirabile operazione di marketing, finanziano ai pediatri soggiorni in hotel a 4 stelle, con famiglia al seguito... Non somiglia ad una corruzione? E il prezzo è tutto a carico della collettività!
Oppure prendi la GlaxoSmithKline, che in Italia è accusata di aver corrotto quattromila medici...
Sai quando sei tutto contento perché il tuo medico ti fa la ricetta al computer e pensi a quant'è bravo e aggiornato...? Beh, spesso il PC glielo ha regalato la casa farmaceutica, per premiarlo di averti prescritto i suoi prodotti.
Ovviamente la GlaxoSmithKline ha incolpato la moralità dei suoi informatori scientifici, quelli che normalmente ti fanno fare 1 ora di fila dal dottore, affermando che ora li selezionerà più severamente...
Io prima di prendere un farmaco ci penso bene...
Ci penseranno anche i soldati statunitensi di stanza in Afghanistan, che il loro governo vuole aiutare col Viagra a percorrere gli ardui sentieri di montagna?
Le parole sottolineate sono link.
lunedì, giugno 26, 2006
Il re è nudo!
A me sta storia delle intercettazioni, in fondo, mica mi dispiace...
Lo so che c'è la privacy, che certe conversazioni, prive di rilevanza penale, non andrebbero neppure trascritte, che certo giornalismo trash andrebbe solo scoraggiato, che l'usciere che ha diffuso le notizie sta diventando ricco alle spalle di tutti...
Però...
Visto come vanno le cose in questa repubblica delle banane, dove il rispetto verso i potenti è più forte della legge...
Dove quella ritratta tutto e accusa solo il giudice... nonostante sul verbale dell'interrogatorio si possa leggere quante volte Woodcock le abbia chiesto se si sentisse intimorita o minacciata dalle domande e quella rispondesse di no...
Dove Galante, il capo di Woodcock, lo segnala al CSM per irregolarità, sostenendo che sull'ordine di arresto mancava la sua firma... nonostante l'obbligo di quella firma sia entrato in vigore solo 4 giorni dopo quell'arresto, arresto del quale Galante era perfettamente informato...
Insomma, visto che anche stavolta finirà tutto a tarallucci e vino...
Beh, allora, a noi popolino perlomeno resterà la soddisfazione di averli visti in mutande!
Di aver letto le porcate che la gente-bene si scambia al telefono!
Di saperli agli arresti domiciliari insieme alle loro mogli!

E proprio in mano a quelle mogli resta la nostra unica speranza di giustizia...
Forza donne! Giù di mattarello! 
venerdì, giugno 23, 2006
giovedì, giugno 22, 2006
Non sono indegna,
sono indignata!
Infatti IO sono una persona onesta, non ho mai corrotto nessuno, né ospitato mafiosi, neanche un piccolo falso in bilancio ho commesso!
E basta con le berlusconate!
Voto NO al referndum che vuole indegnamente storpiare la nostra Costituzione!
mercoledì, giugno 21, 2006
sono troppo principiante io!

Un pedale che vale uno stipendio

Come licenziare un macchinista che si rifiuta di usare il dispositivo "uomo morto" (premere un pedale ogni 55 secondi per far vedere che sei vivo) con cui Trenitalia vuole sostituire l'obbligo della coppia di macchinisti alla guida.
Sulla coppia di macchinisti ho già parlato qui.
martedì, giugno 20, 2006
Oui, je l'ai écrit! 
e un grazie a Giarina per lo spazio concesso e per il tema proposto!
Vabbè, lo spiego meglio: la principessa Giarina mi ha gentilmente invitato a scrivere una delle avventure del cane Lampo (un puzzle composto da tessere fatte con i ricordi delle vostre/nostre vacanze, quelle che in genere si trascorrevano dai nonni).
lunedì, giugno 19, 2006
Presi!
Bambini recuperati sabato scorso. Flavia voleva restare un'altra settimana.
Dario, invece, ha detto che non partirà mai più da solo...
- Ragazzi... Come vi siete regolati coi bagagli? Avete messo i panni sporchi in un sacchettino o stanno sparsi per la valigia?
- Ehm... sparsi per la valigia.
- Sparsi per la valigia, mamma!
Cavoli... Meno male che son figli miei. M'è toccato annusare i panni ad uno ad uno!
.
Pescasseroli, comunque, è sempre bellissima. L'avevo quasi dimenticata, ma m'è rivenuta voglia di andare per sentieri nel parco o di perdermi per i vicoletti del paese, sempre pieni di fiori.
Come farà la proprietaria di questo appartamento a rientrare in casa?
sabato, giugno 17, 2006
giovedì, giugno 15, 2006
Giallo antico
Fa un po' tristezza scoprire che se cerchi notizie in rete su Bernardino di Betto, magari usando il suo più noto pseudonimo, ti viene fuori Del Piero.
Peccato...
Perché il Pinturicchio, quello vero, è di gran lunga più meritovele di fama, visto che questa dura da ben 5 secoli e... riesce ancora oggi ad avere qualcosa da dirci.
E non solo con le sue note opere...
Esiste, infatti, un Pinturicchio sparito... Un affresco, pare... misteriosamente svanito da secoli, di cui c'è giunta notizia solo attraverso le segnalazioni degli storici.
Beh... Miracolo!
Il dipinto scomparso è stato ritrovato! E permetterebbe pure di fare luce su una sporca e antica vicenda. Infatti raffigurerebbe il papa Alessandro VI, al secolo Rodrigo Borgia, con la sua amante Giulia Farnese, dalla quale ebbe addirittura una figlia...
Sulle blasfeme abitudini di Alessandro VI anche il re di Napoli ebbe qualcosa da dire: "El Papa fa tale vita che è da tutti abominato, fuori da ogni riguardo alla sedia dove sta, d'altro non si cura che di far grandi li figli suoi".
Tra l'altro era pure bruttino, anche se di grande potere, guardate un po' il suo ritratto:

Mentre Giulia era decisamente più bella, era detta Giulia la bella, la Venere del Vaticano, occhi scuri, carnagione ambrata, capelli tinti biondi:

Forse fu dipinta anche da Raffaello:

Comunque il 19 giugno il Pinturicchio segreto, scomparso e ritrovato, sarà presentato alla stampa. Non vedo l'ora...
(fonte)
ciaoooooo
PS: su Geomangio la cucina cajun!
martedì, giugno 13, 2006
Sono un direttore responsabile!
Non ve n'eravate accorti?
Eppure ho un blog, no? E si legge in tutta Italia, ve'?
E quindi sono equiparabile ad un direttore di una testata giornalistica.
Capperi!
Che colpaccio...
Mi chiedo se dovrò pagare qualcosa all'ordine dei giornalisti... Forse dovrei mettere l'ingresso a pagamento. Sì. E accettare un po' di pubblicità, che diamine! E fare anche un indice, un sommario, insomma, un tamburino... E l'editoriale dove lo metto? In terza? Ma ce l'ho la TERZA io? Reggiseno a parte...
Ah chetti giudici...
5000 euro, fra multa e risarcimenti, e per fortuna che il bravo giudice ha tenuto conto "del carattere satirico della pubblicazione e del fondo di verità in linea generale ravvisabile in quanto esposto".
Al povero Generale Zhukov (il blogger condannato) gli conveniva dare del buffone a Berlusconi, commettendo un atto giudicato "socialmente utile" (link)...
Anzi, no! Doveva fare come Fiorani! Un bel furto con destrezza a migliaia di italiani e... puff! Oggi esce! Libero, stop, finito... Aho' so' passati sei mesi... mo' basta!
Dice... Ma c'è il pericolo che quello metta mano ai conti esteri, spostando corpi del reato e facendosi ancora più ricco...
Ehhhhh!
La legge è la legge...
Per tutti, no?
lunedì, giugno 12, 2006
Tornata ragazza!
Beh, insomma... quasi... Per lo meno sposina.
Che è successo? Semplice: ho mollato i ragazzini.
Li ho venduti a dei tipi strani, con buffi cappelli e magliette colorate...
Vebbè, dai... Li ho spediti ad un summer-camp: un english summer camp.
Due giorni di febbrili preparativi, per conciliare la preparazione dei bagagli con le feste di fine anno scolastico, gli esami di karate, gli ultimi compleanni dei compagnucci di classe... Il tutto moltiplicato per due, come 2 figli.
Poi ieri: sveglia all'alba e 200 chilometri fino a Pescasseroli, deposito bimbi sotto una pioggia a dirotto, in mezzo a strani figuri, per lo più canadesi, che capivano e parlavano solo l'inglese, saluti frettolosi perché ci hanno quasi cacciato via, dice per evitare attacchi di nostalgia preventiva... escursione (la nostra) saltata per maltempo, prosecuzione della gita in trattoria tipica, quasi sotto la nevicata, conclusione con visita all'Abbazia di Cassino, rientro, dopo altri 200 chilometri, alle 19,30.
Quindi ora, per una settimana: niente pupi!
Niente merendine preparate in fretta, servizio accompagnabimbi di qua e di là, niente liti per i giornaletti, stira-lava-pulisci e rammenda i pantaloni, sbrigaaaati, niente zitto-fermo-bono non urlate state bòni... non pizzicarlo, non morderla, baaaasta!
Mo' se il marito continua a fare tardi al lavoro, finisce che mi sento pure single!
Niente paura: sicuramente pioverà tutta la settimana e verranno chiuse tutte le attività dell'estate romana.
giovedì, giugno 08, 2006
E lo chiamano meme...
Mi piacciono i post della Principessa Giarina, parole e immagini, ironia e sapienza, nel senso di "saperci fare", sia con le parole, sia con le immagini.
Ultimamente sta raccontando spesso dei suoi giochi d'infanzia, vedi qui, qui o qui. Mi sembra una splendida idea. Glela copio!
Se ripenso alla mia infanzia, la parola che la descrive meglio è: libertà!
La libertà di scorazzare a mio piacimento, senza incomprensibili paure. Altri tempi... Tempi in cui mettere su casa e famiglia era economicamente alla portata di tutti, anche avere la casa al mare non era un lusso sfrenato.
La nostra poi... Un piccolo appartamento in affitto, col giardino sempre pieno di biciclette, in un disordinato paesotto di mare vicino Roma, venuto su senza piano regolatore, con strade spesso sterrate, senza fogne né acqua potabile, una spiaggiona bianca, sempre libera da stabilimenti, un mare ancora pulito e trasparente, sufficiente macchia mediterranea in cui perdersi cercando lumache nelle giornate piovose... Un paradiso insomma!
Ci passavo 4 mesi all'anno, tutta l'estate, mentre mio padre faceva su e giù con Roma e il suo lavoro, ad appena 30 chilometri di distanza.
La mia fedele compagna di giochi era la bici. La mattina andavamo in spiaggia, ma poi avevo il sellino incollato al sedere per tutto il pomeriggio. La lasciavo giusto per andare "alla strada".
"La strada" era un rettangolo di asfalto che quelli del palazzo verde, di fronte casa mia, avevano pagato e voluto, probabilmente per limitare l'ingresso della polvere negli appartamenti.
Per noi bambini, invece, era un'immensa lavagna!
Le auto parcheggiate, infatti, erano ancora rarissime.

All'inizio c'era il gioco "a campana", per cui bastava disegnare col gesso un rettangolo diviso in quadrati numerati, su cui saltare con un piede solo, raccogliendo un sassolino precedentemente lanciato in una delle caselle.
Poi, noi femmine, ci lanciammo in un altro gioco stupendo, per il quale non c'era mai venuto in mente di inventare un nome.
Si trattava di disegnare sull'asfalto una casa. Non la classica casetta col tetto rosso... Era un disegno più "da grandi". Una vera e propria pianta di una casa, anzi di una villa!
Sta casa infatti diventava ogni volta più grande...
C'era il giardino, il salotto, le camere da letto, addirittura il garage...
Poi aggiungemmo un piano superiore dove alloggiare "gli ospiti" e quindi ingrandimmo il salone. Una mia splendida idea fu il grosso tavolo da pranzo: era talmente enorme che sopra c'era un binario, dove correva un trenino coi vagoni carichi di portate e bevande.
Alla fine della "costruzione" avremmo dovuto giocarci con le nostre bamboline di cartoncino, quelle da ritagliare e vestire coi vestitini di carta, che spesso disegnavamo noi, dove la difficoltà più grande era ritagliarli intorno intorno, senza dimenticare di lasciarci le graffettine per appenderli alla bambola, che se no bisognava metterglieli su con lo scotch e poi si rovinavano tutti...

Però a quel finale non ci si arrivava mai, perché ci veniva in mente sempre qualche variante da apportare alla casa e ogni giorno trovavamo qualche pezzo da ricostruire, magari perché rovinato da quegli invidiosi dei maschi.
Insomma "il gioco" alla fine era soprattutto quello di immaginare.
E quindi, com'era giusto, non finiva mai!
Un'altra volta vi racconto di quando io e mia cugina cademmo dalla bicicletta mentre cercavamo di far decollare un fazzoletto a mo' di acquilone...
Oppure di quando provammo a fare un profumo, macerando i petali dei fiori che crescevano nei prati,
o del telaio costruito coi chiodi e le tavolette rubate al cantiere,
delle corse in bici a scoprire strade sempre nuove...
di quel giorno che ci andai con Massimo,
che poi ci scappò il primo bacio...
Domani non ci sono, Buon WE a tutti!
martedì, giugno 06, 2006



preterintenzionale
Si dice omicidio preterintenzionale, quando l'omicidio non era il fine perseguito dal suo autore, ma piuttosto una spiacevole conseguenza, una specie d'incidente, avvenuto però mentre stava commettendo comunque qualcosa di illecito.
Tipo: se io ti do un cazzotto in faccia perché mi stai antipatico e tu cadendo all'indietro sbatti la testa e muori... io non mi faccio 20 anni di galera, perché non era mia intenzione ucciderti.
Certo se di cazzotti te ne ho dati 56, aggiungendo pure calci e pugni o soffocandoti, magari perché facevi troppo rumore, direi che dimostrare la preterintenzionalità diventa più difficile.
Per esempio mi auguro che non se ne parli nel giudicare l'assassino del piccolo Tommaso.
Se n'è parlato, invece e purtroppo, nel caso Mannino: un tizio che s'è beccato solo sei anni per aver massacrato, davanti alla moglie e alla figlia di 4 anni, un trentasettenne che gli aveva graffiato l'auto mentre parcheggiava.
Omicidio preterintenzionale. Sei anni di pena detentiva!
Mi chiedo che fine abbiano fatto le aggravanti. Non conta più nulla aver ucciso per futili motivi? E per di più davanti a una bambina?
E, a proposito di futili motivi, quali sarebbero invece i motivi per cui sarebbe giusto uccidere?
Basta essere in guerra?
E la guerriglia è più futile della guerra? Lo è la resistenza?
E chi glielo spiega ai combattenti che, tecnicamente, non stanno combattendo una guerra, perché questa è stata dichiarata finita da almeno due anni?
E uccidere qualcuno mentre si crede di stare combattendo una guerra, tirando un ordigno verso un convoglio nemico, può essere considerato preterintenzionale?
Ciao Alessandro. Nostra giovane trentottesima vittima. Questi fiori sono per te. Avremmo voluto fare di più. Per esempio tirarti fuori prima.
Non era nostra intenzione ucciderti.
lunedì, giugno 05, 2006
giovedì, giugno 01, 2006
2 giugno
Il 2 giugno 1995, alle 15,50, dopo circa 23 ore di travaglio, partorivo la mia meraviglia n. 1, Flavia!
Domani, quindi, la meraviglia in questione compie 11 anni ed è una bella gattina da pelare...
Ragionamenti successivi...
Non so a quanti di voi capiti, con una certa frequenza, di esercitare la funzione di proibire qualcosa a qualcuno...
Non è bello.
Per me, poi, è particolarmente gravoso. Eppure devo.
Devo perché sono una mamma e quindi un'educatrice.
Chiunque sa che si deve sgridare il cane o il gatto che si appresta ad attraversare la strada. Lo si fa per salvargli la vita, quindi è obbligatorio!
E torniamo quindi all'argomento compleanno.
La mia bambina esprime chiaramente i suoi desideri in fatto di regali, anzi... diciamo che è una funzione richiesta, da amici e parenti che hanno voglia di farle un regalo gradito.
Però c'è sempre il parere di mamma e papà, che dovrebbe contare qualcosa!
Già lo scorso anno ho ceduto e accettato l'idea che le regalassero un telefono cellulare per la prima comunione...
Quest'anno, non sapendo cosa scegliere, le è venuta la malsana idea di chiedere un "terzo buco" al lobo dell'orecchio! Cioè, si parla di "terzo", perché 2, uno per orecchio, ce li ha già!
Con estrema difficoltà ho dovuto dire NO.
La cosa più difficile è stato farle capire le motivazioni.
E' stato difficile anche spiegarlo a me stessa...
Perché... La cosa di per sè non sarebbe grave. Anch'io ho un terzo buco all'orecchio sinistro. Non lo uso da una decina d'anni, ma ce l'ho. Però l'ho fatto a 22 anni! Quando, cioè, ero perfettamente in grado di prendermi la responsabilità delle mie decisioni.
A parte il fatto che una bambina con tre orecchini, esteticamente non mi esalta... mi chiedo a 15 anni cosa potrebbe desiderare...
Sono bigotta?
Sono antiquata?
Sono ingiusta?
E, soprattutto... Sarà utile?







