giovedì, agosto 31, 2006
Un'altra te
(Elba 2006)

Qual è il bello della vacanza se non quello di diventare un'altra persona, che vive in un'altra casa, costruita in un altro posto, con altri orari, altre occupazioni, altre abitudini...?

Se chiudo gli occhi rivedo perfettamente la mia casetta di legno, al di là della spiaggia e fra gli alberi, i giochi dei bambini appoggiati all'albero appena fuori casa, la canoa legata quasi sul tetto, la mensola sopra il mio letto carica di letture vacanziere...

Svegliarsi la mattina all'ora che capita, decidere cosa fare semplicemente guardando il cielo per capire che tempo fa, fare colazione tutti insieme in giardino, salutando la gente che passa in pigiama...

Il campeggio è l'unico luogo dove puoi girare in piagiama, incontrando altra gente che gira tranquillamente in pigiama, senza essere in ospedale!
Vivere in campeggio crea una certa intimità, i vialetti sono come corridoi di una stessa casa, il bagno è il salone delle feste, in fila per la doccia si stringono amicizie, si pianificano serate, si impara dalla vicina di specchio a farsi quella strana acconciatura...

Certo... ormai frequento poco i bagni dei camping... Questo è il terzo anno in cui ci concediamo il lusso del bungalow, con bagno privato e cucina completa di frigo.
Però giro ancora fra le tende, con la bocca spalancata, ad osservare con nostalgia gli accampamenti.
Uno diverso dall'altro, creativi, disordinati, eroici...

Mi torna in mente - quasi con le lacrime agli occhi - quando anch'io appoggiavo la cucina da campo sulle cassette della frutta... Quando un telo diventava una tenda, un sasso faceva da sottopentola, la parte finale di un pacchetto di sigarette, rivestito della sua stessa stagnola, insieme ad una microlampadina da torcia e un paio di metri di filo, costituivano l'impianto elettrico della nostra casetta di tela e talvolta ci riusciva di mangiare il pesce cotto alla brace direttamente sulla spiaggia, seppure seduti su quegli scomodissimi seggiolini da campeggio senza spalliera.

Che cosa sarà mai la vecchiaia? Il dispiacersi di non poter più fare - di non riuscire più a fare - le cose che ci venivano facili anni prima?

E allora quale migliore antitodo se non il cibarsi di continue novità?
Specialmente in vacanza.
(Qualche altra foto qui. Prometto che ne aggiungerò altre: ne ho fatte solo 489 ;)
|
IO BLOGGO LA MIA VACANZA CON 
Questo sito partecipa a "Blogga la tua vacanza con TUI" il concorso che premia i racconti di viaggi. Scopri tutte le informazioni sul concorso sul sito di TUI Italia.
|
lunedì, agosto 28, 2006
La signora Pina aveva la voce di Tina Pica.
Ovviamente con l'accento romano, anziché napoletano.
Per il resto non le somigliava affatto.
Ricordava piuttosto l'immagine che tutti noi abbiamo della befana. Borse pesanti sotto gli occhi, punta del naso appesantita dall'età, labbra richiamate all'interno dalla scarsità di denti e mento in fuori, alla braccio di ferro.
I capelli, candidi, erano a caschetto, tagliati di netto sotto le orecchie. Un taglio che rinnovava spesso, perché ci teneva la signora Pina.
Anche se poi usciva sempre in vestaglia, ma col rossetto e la cipria.
E usciva spesso, eh!
Che ci stava a fare a casa da sola?
La potevi incontrare in strada, appoggiata alla porta della profumeria a chiacchierare con la padrona del negozio - e a fumare una sigaretta insieme a lei, oppure seduta al Bar-Pizzeria di Marco l'algerino, a giocare col figlioletto più piccolo, col litro di latte in mano - la scusa che gli era servita per uscire di casa...
Io ero più fortunata perché mi bastava aprire la porta di casa per vederla - la sua era sempre aperta.
Si occupava delle piante sul pianerottolo-terrazzino, lamentandosene naturalmente, che tutte a lei le lasciavano ste piante, e l'innaffiatoio pesava...
però era un altro motivo per venir fuori da casa.
Era innamorata di Flavia e Dario - e loro di lei. Non appena li vedeva cominciava una specie di litania, con la voce possente: ehhhh quanto sò belli sti puponi! Belli e intelligenti! Poi, scorgendomi: Belli come la madre!
E se c'era qualcun altro, per strada come sul pianerottolo, lo coinvolgeva spiegandogli che non esistevano altri puponi belli come i miei, o così carini e gentili che la salutavano sempre!
Solo qualche volta, le si velavano gli occhi e aggiungeva: sò belli quanno sò piccoli, però.
.
Se n'è andata la signora Pina.
Zitta, zitta, mentre eravamo in vacanza.
Non so nemmeno quanti anni abbia potuto avere. Non ho una sua foto e non saprei neppure disegnarla. Mi restano i ricordi e le piante.
Che ora andrò a bagnare...
.
.
.
sabato, agosto 26, 2006
Tornata.
da pochissimo
e già alla terza lavatrice...
Un microgiro sul PC, perché ci sono i turni... i bambini sono digiuni di tecnologia e reclamano la tastiera...
Sto scaricando 489 foto (e infatti digito sulla tastiera in punta di dita, per paura di interrompere il delicato processo... meravigliosa la tesserina da un giga per la mia digitale ghghghg!) e buttando via lo spam dalla casella postale.
Da una prima sbirciatina alle news in rete, vedo una gran confusione... sulla pace, la guerra, il nazismo e il razzismo, i muri che c'erano prima e quelli che ci sono adesso... troppo poco tempo per rifletterci e farci un post... (chi scrive sui giornali che Israele nazisteggia, accusato di incitazione al razzismo da chi costruisce a Padova un muro per dividere il quartiere fra buoni e cattivi, dove la TV tedesca girerà addirittura un reality... gaaasp!)
.
.
.
Per ora Bentrovati a chi c'era e Bentornati a chi era a zonzo!
Baci
Fa
giovedì, agosto 10, 2006
Scampoletto di vacanze
.
Ieri sera siamo tornati dalla brevissima vacanza in montagna e domani ripartiremo per l'Elba. La vacanzina è stata molto riposante, io sono stata molto brava, sempre chiusa in casa per non affaticare il ginocchio, che però ancora non si piega, grrrrr.
I bambini e l'ing. sono andati un po' in giro, ma il tempo non è stato poi così splendido, anche in casa, col camino acceso, si sentiva il bisogno di indossare il maglione...
Comunque ci siamo attrezzati coi nostri piccoli hobbies...
.
Darietto disegnava figurine (o almeno io pensavo che fossero figurine...).
Soprattutto m'è piaciuta quella di Zidane...
Col capoccione che pende... 
.
Flavietta invece ha raccolto lamponi...
E confezionato portachiavi coi sassi dipinti... (in vendita a due euro l'uno!
)
Io ho messo su un doppio quadro...
Ma m'è toccato aspettare l'ultimo giorno per poter reintervenire sul colore, finalmente quasi asciutto (i sassolini sono interventi in porporina dorata...
)...
Quando ho poi scoperto che le figurine di Dario servivano come segnalini per un gioco da tavolo...
...che s'è inventato Darietto. Molto carino! Abbiamo preso in prestito dal monopoli solo un dado, i soldi e qualche casetta...
Poi ho esaminato meglio il tabellone di gioco... Altro che calciopoli...!
Io l'ho trovato geniale il Monocalcio!
Soprattutto la casellina della capocciata, che fa perdere 5 euro e due turni di gioco (durante i quali è obbligatorio adottare il segnalino di Materazzi), il cartellino rosso, che invece di mandare in prigione spedisce in panchina per tre turni, il parcheggio, dove si sta semplicemente calmi e la casellina dove si perde un turno per mangiarsi un pollo intero! 
.
Ciao, ciao, ulteriori buone vacanze!
venerdì, agosto 04, 2006
Eh, eh...
.
.
Ero un po' invidiosa della bella immagine che ho visto sul blog di mestesso, così oggi, al ritorno dal lavoro, sono passata sul Gianicolo e ho colto uno dei più bei panorami di Roma...
Ve lo regalo!
Buone vacanze!
Lui ha un blog.
E possiede un video, che per un po' pubblica sul blog.
Questo video però riprende una manifestazione di protesta.
Allora la magistratura del suo paese vuole il video.
Lui rifiuta.
Allora la magistratura pretende il video.
Lui rifiuta comunque.
Allora la magistratura lo accusa di oltraggio alla magistratura e lo arresta.
Ora lo detiene in luogo "appropriato", finche lui non accetterà di testimoniare o consegnare il video.
Siamo in Cina?
No.
USA
I più grandi esportatori di democrazia al mondo.
Segnalato da repubblica qui.
Il suo blog però è qui.
Ora ci scrive sua madre:
Io vado qualche giorno in montagna (porterò libri e colori, visto che ancora non cammino agevolmente).
Un saluto a chi passa!
BACI
giovedì, agosto 03, 2006
Ancora sulla (s)fortuna

Ho letto qualche tempo fa, non ricordo su quale giornale, di un curioso esperimento.
A un gruppo di volontari che si autodefinivano fortunati fu chiesto di contare tutte le illustrazioni presenti in una corposa rivista, promettendo un premio in denaro a chi avesse azzeccato la cifra totale.
La stessa cosa fu chiesta a un gruppo di persone che si ritenevano sfortunati.
La maggior parte degli sfortunati contò esattamente le illustrazioni e incassò il premio.
Anche la maggior parte dei fortunati azzeccò la cifra. Molti di loro, però, si fermarono a pagina 19, dove lessero un avviso che diceva: "non contate oltre: le illustrazioni presenti in questa rivista sono in tutto 121".
La morale della favola sembrerebbe quindi indicare che fortuna e sfortuna non esistono. Esistono solo persone più pronte di altre a cogliere e sfruttare le occasioni.
Ho deciso quindi di dare una chance alla mia fortuna. Ho colto al volo la prima coincidenza favorevole che sembrava indicarmi qualche numeretto amico e ho giocato il classico terno al lotto!
Ho vinto!
Vabbè, ne sono usciti due su tre e sulla ruota di Venezia, anziché Roma... Così... dividi per 10, e poi per 3, sottrai il 6%...
Insomma ho incassato ben 7 euro e 80!
Sono fra i fortunati anch'io! 
martedì, agosto 01, 2006
Bricolage
.
.
I pantaloni dell'incidente s'erano rovinati. Forse l'acqua ossigenata... 
Li ho recuperati camuffando la macchia con colori perlati per stoffa. 
Mi raccomando che siano colori
per stoffe scure. 
E mi ri-raccomando che ci sia un cartone a separare il davanti dei pantaloni dal dietro, per evitare il disastroso effetto colla! 
Ho scelto un viola, un verde e un perla. 
Nessuna abilità: i petali sono semplicemente impronte di pennello n.4 e n. 2, il resto sono puntini. 
L'effetto mi sembra gradevole. 
Sullo sfondo il pantalone finito. 
.
.