nonsologeomangio



mercoledì, ottobre 31, 2007
 
Signori bambini
Signori bambini
“I bambini se ne fregano delle cause, Tatiana! Quello che gli interessa è solo lo scopo.” Che è la pura verità.
Se uno sbarbato ti chiede “Perché piove?” la risposta peggiore che tu gli possa dare concerne le “nuvole…” risposta che provoca immediatamente “Perché le nuvole…?”, ed eccovi imbarcati nella complessa analisi delle “precipitazioni atmosferiche” “Perché le precipitazioni?” con il loro codazzo di anticicloni e “perché vengono dalle Zazzorre”… Folle spirale in cui ben presto vai a sbattere contro le pareti della tua incompetenza, cosa che ti costringe al ceffone liberatorio o, peggio ancora, alla bugia.
No.
Questa età esige risposte finalistiche. Un esempio di risposta finalistica?
“Perché piove?”
chiedeva invariabilmente Igor quando passavamo le nostre domeniche in campagna.
“Eh? Perché piove?”
“Affinché i fiori crescano, Igor.”
.

Signori Bambini
Daniel Pennac
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martedì, ottobre 16, 2007
 
Nessuno di noi ha mai chiesto denaro...

...innanzi tutto vogliamo le scuse, la strage si poteva evitare...

...il businnes che viene dopo una disgrazia è ancora più succulento di quella che lo porta...

...volevamo un riconoscimento, una medaglia d'oro...

...una tassa di dieci lire sulla benzina, l'hanno pagata tutti gli italiani, e mi dicevano: Chissà quanti soldi hai preso...

 ...per mia sorella ho avuto 800 mila lire, ci si comprava una millecento...

...e ho visto le ruspe sulle tombe dei miei...

...adesso so forse dov'è sepolto mio padre. Forse...

...ci aspettavamo un incontro col Capo dello Stato...

...e invece è venuto uno che per prima cosa ci ha chiesto se volevamo soldi...

...le lapidi che non hanno rotto le ruspe, sono in un sottoscala...

...vorremmo istituire il 9 ottobre, come giornata della memoria per il
Vajont.

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martedì, ottobre 09, 2007
 
hasta la victoria, siempre.

la biografia in video su raiclick


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martedì, ottobre 02, 2007
 
CESSIONE VODAFONE-COMDATA: LETTERA DI DIMISSIONI DA CITTADINI ITALIANI

La lettera spedita al presidente della Repubblica per protestare contro la decisione della Vodafone di cedere un ramo alla Comdata


Caro Presidente mi dimetto da cittadino italiano (lettera aperta al Presidente della Repubblica)

Caro Presidente mi dimetto da cittadino italiano, da figlio ripudiato di questa italietta in cui i potenti sono sempre più potenti, e se provi a ribellarti hanno pure tutte le leggi dalla loro parte per metterti il bavaglio. Io dipendente dell'azienda VODAFONE assieme a altri 913 avevamo un contratto a tempo indeterminato, lo avevamo fino allo scorso 17 settembre, quando l'amministratore delegato dell'azienda ha annunciato la cessione a COMDATA e sue CONTROLLATE del settore nel quale lavoriamo, si sono tranquillamente venduti un settore assieme alle nostre 914 vite, assieme alle nostre 914 famiglie. Niente illusioni, la cessione ramo d'azienda e` un modo pulito per liberarsi di personale, per precarizzare il lavoro, perche` se oggi noi veniamo venduti, l'azienda che ci acquista lavorerà su commissione di Vodafone, ma gli obblighi di continuità del rapporto previsti dalla legge vanno dai 2 ai 5 anni; e dopo?. Se Vodafone trovera` una nuova azienda che farà lo stesso lavoro a meno, magari perchè il call center se lo apre in Albania, dove sfruttano i fratelli Albanesi pagandoli 400 euro, toglierà la commessa a Comdata; e noi dipendenti, che prima avevamo un contratto a tempo indeterminato, se saremo fortunati lavoreremo per stipendi inferiori e condizioni peggiorate, ma se non saremo fortunati finiremo per strada. 914 famiglie che si sono costruite sulla certezza di un reddito, che hanno acceso mutui, che hanno messo al mondo figli... Ma non è finita, questo e` solo il primo pezzo, Vodafone ha già chiaramente fatto capire che ha intenzione di perseguire il modello inglese, essere un marchio, un guscio vuoto che dà tutto il lavoro in commessa per abbattere i costi fissi e guadagnare sempre di piu`. 9400 persone e le loro famiglie rischiano, e chissa` quante altre aziende seguiranno l'esempio. Attenzione, Vodafone non vende perchè ha il bilancio in rosso, anzi è forse l'azienda con più utili almeno qui in Italia. E allora caro Presidente mi dimetto da cittadino italiano, perchè da quest'italietta non mi sento piu` rappresentato; chi sono gli amici e contro chi devo combattere se neppure il governo che ho votato si preoccupa di mettere paletti alla legge trenta e permette questo scempio? Chi sono gli amici e contro chi devo combattere se a seguito di uno sciopero riuscitissimo qui a Napoli gli organi di stampa non ci danno voce e addirittura il tg3 regionale fa controinformazione parlando di rassicurazioni da parte dell'azienda e mostrando immagini di repertorio in cui si vedeva vuoto l'ingresso dell'azienda che avevamo riempito di 1000 poeti guerrieri? Chi sono gli amici e contro chi devo combattere se a seguito di uno sciopero che abbiamo fatto senza rispettare i termini di legge, perche` se li rispettavamo potevamo mobilitarci quando eravamo già venduti, un'altra legge consente a quest'azienda di farci, come sta facendo, delle contestazioni disciplinari? Mi dimetto caro Presidente, mi dimetto da cittadino attivo di questa repubblica fondata sul precario in cui è permesso ad uno che vuole arricchirsi di affamare mille persone, e non è permesso a quelle mille di testimoniare il loro stato, la loro rabbia, la loro paura; mi dimetto, ditemi dove devo consegnarvi la carta di identita` perchè voglio dimettermi, non prima di aver dato tutto quello che ho a questa battaglia, sino all'ultimo grammo di forza. Non so se la mia lettera trovera` spazio, La rispetto molto, e so che rispetterà la lotta di tanti nuovi futuri poveri che provano a mantenersi il lavoro.
Ogni lavoratore Vodafone
(1° ottobre 2007-15:23)



magari voleste spedire questa lettera anche voi al Presidente della Repubblica, potete copiarne il testo e incollarlo qui.

Ve ne sarei grata!

cucinato e servito da nonsologeomangio | 19:59 | commenti (7) | Torna su